Camera

«Legge elettorale, primo ok entro l’estate» 

FI: sul premio di maggioranza ascoltiamo tutti. I dem: testo irricevibile 

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Il primo ok alla nuova legge elettorale entro l’estate: è l’obiettivo del centrodestra mentre, in commissione Affari Costituzionali della Camera, sono al lavoro gli sherpa di entrambe le coalizioni per cercare una soluzione il più possibile condivisa. Intanto si snellisce il calendario delle audizioni fissate: si era partiti con 107 tra docenti, magistrati e associazioni, si arriverà a sessantina di esponenti da sentire. E per velocizzare ancora di più l’iter, il calendario prevede convocazioni senza pausa dal lunedì fino al venerdì.

«Antipasto»

Un tour de force che dovrebbe concludersi entro maggio per poi lasciare spazio alle proposte emendative. Trovare un equilibrio tra stabilità e rappresentanza, senza incorrere nei limiti fissati in passato dalla Corte costituzionale, è la premessa per modificare l’attuale legge, che in caso di pareggio dei due schieramenti (come di fatto registrano gli ultimi sondaggi) renderebbe impossibile un governo stabile. Due i punti cardine da rivedere nel testo presentato dalla maggioranza: i ballottaggi e il premio da assegnare alla maggioranza, che possa garantire stabilità sul modello di Comuni e Regioni. «Sul metodo con con cui assegnare il premio siamo aperti ai contributi di tutte le forze politiche - dice al “Sole 24 Ore” Nazario Pagano, Fi, presidente della commissione – Oltre all’entità del premio occorre decidere come arrivare alla soglia stabilità». Mettiamo sia il 55%, ragiona Pagano, le strade potrebbero essere due: liste fisse, come prevede la proposta, oppure l’attribuzione in modo proporzionale alla coalizione che vince. Poi vanno risolte l’armonizzazione della legge, per evitare risultati difformi tra Camera e Senato, e la questione delle preferenze. «Per noi la proposta della destra è irricevibile – replica Elly Schlein – perché fissa un premio col quale la maggioranza può quasi eleggersi da sola il capo dello Stato. Contiene un antipasto di premierato».

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