Teramo.

Pianificavano raid razzisti, arresti in Abruzzo  

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Teramo. Sembrava un grave episodio di violenza legata al tifo sportivo. In realtà nascondeva una matrice ben più inquietante: dalle gradinate del palasport alle spedizioni punitive a sfondo razziale nelle strade. Un vasto blitz dei carabinieri del Comando provinciale di Teramo ha smantellato a Roseto degli Abruzzi una cellula di estrema destra, smascherata dietro la sigla “Gioventù fascista rosetana”. I militari hanno eseguito tra Roseto e Pesaro otto misure cautelari emesse dal Gip: un arresto in carcere, tre ai domiciliari e quattro obblighi di firma e dimora. Diciassette, in totale, le perquisizioni a carico di altrettanti indagati. Le accuse, a vario titolo, vanno dall’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e lesioni, fino alla resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo d’armi e violazione di Daspo. L'inchiesta dlla procura di Teramo, è partita dai violenti disordini dell’8 ottobre dello scorso anno al termine del match di basket Roseto-Pesaro di A2 maschile. In quell'occasione, assaltarono le gazzelle dell’Arma, distruggendo a colpi di mazza il lunotto di una pattuglia. Identificando i lanciatori di sassi, gli investigatori hanno scoperchiato un livello eversivo superiore: il gruppo pianificava vere e proprie azioni squadriste. Tra queste, almeno cinque raid contro il Centro di accoglienza stranieri di Roseto e aggressioni mirate.

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