Il governo valuta di abbassare le imposte sui carburanti. «Stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile», ha detto la premier.
Il governo non si aspetta nuove impennate dei prezzi come quelle registrate subito dopo lo scoppio della guerra, ma sta comunque monitorando con attenzione sia il quadro della rete distributiva che la situazione a monte. È stata rilevata una tendenza delle compagnie petrolifere a trattenere il prodotto già raffinato, una pratica che fa aumentare i prezzi.
I ministeri dell’Economia, delle Imprese e della Sicurezza energetica stanno ragionando sulle misure da adottare, dal taglio delle accise a un rafforzamento dei poteri di Mr Prezzi. Il tema è quando. Se la guerra dovesse terminare rapidamente, intervenire non avrebbe molto senso. Tanto più che un’eventuale riduzione delle accise sui carburanti, per essere avvertita dai consumatori richiederebbe coperture ingenti.
«Sono in corso valutazioni tra Mef e Mimit per attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili, compatibilmente con lo scenario attuale», ha detto alla Camera il ministro Gilberto Pichetto Fratin. Che ha anche precisato che «non si riscontrano attuali rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, in ragione sia della politica di diversificazione attuata ormai da tempo, sia dell’attuale livello degli stoccaggi, oggi pari al 46,8%, ovvero il più alto rispetto a quelli raggiunti degli altri Stati membri».
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