«Con una variante ai Piano urbanistici (o a quelli di fabbricazione) i 377 Comuni dell’Isola facciano proprie le prerogative assegnate dallo Statuto in materia di governo del territorio e si blindino contro la speculazione, sfruttando anche un nuovo regolamento Ue pronto a entrare in vigore». È questa la strada che il centrodestra di Cagliari, opposizione in Municipio, suggerisce «a tutti gli enti locali per evitare che la Sardegna venga devastata da pale e pannelli».
La proposta si chiama Piano Pratobello 2026, perché «recupera lo spirito della legge di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 210mila sardi ma ignorata dalla Regione», dice Marcello Corrias (Gruppo Misto), primo firmatario della mozione bocciata dall’Aula due sere fa. «Non sappiamo se la maggioranza non l’abbia letta o non l’abbia capita. Certo è che con il Campo largo deciso ad accettare l’assalto, l’unica soluzione è il combinato disposto tra articolo 3, lettera F, dello Statuto e la norma Ue che impone il ripristino degli ecosistemi degradati. Una strategia di auto-tutela da parte dei Consigli comunali».
Alessandra Zedda (Lega-Anima di Sardegna): «Per difendere i territori, gli enti locali devono fare propria la competenza legislativa primaria che lo Statuto riconosce all’Isola. Il caso dell’eolico a Sant’Elia ha dimostrato che Cagliari non è esente dalla speculazione energetica». Roberto Mura: (Alleanza Sardegna): «Il nostro Comune avrebbe dovuto dare l’esempio, anche da capoluogo della Città metropolitana. Invece la coalizione di Massimo Zedda ha finalmente tolto la maschera: hanno voltato le spalle agli oltre 210mila firmatari della Pratobello». Rincara la dose Edoardo Tocco (FI): «Non hanno bocciato una mozione dell'opposizione, ma ignorato la voce di 210mila sardi». Stefania Loi: «I Comuni devo agire prima che entri in vigore il regolamento Ue, il 1° settembre 2026». Per Roberta Sulcis (FI) «è assurdo che abbiano affossato la nostra mozione per approvarne una uguale senza però la variante urbanistica». Raffaele Onnis (Riformatori): «Di questo passo la Sardegna, con le rinnovabili, produrrà una quantità di energia dieci volte superiore al fabbisogno. È inaccettabile. Noi siamo contro la speculazione energetica». Ferdinando Secchi (Lega-Anima di Sardegna): «A differenza di Cagliari, bene ha fatto Selargius ad approvare la mozione, è il primo Comune dell’Isola». ( al. car. )
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