Il focus.

Percorso a ostacoli nella città d’arte 

Monumenti e mostre off-limits per i disabili: «Troppi luoghi inaccessibili» 

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Cagliari, città turistica, ma non se sei disabile: in questo caso può capitare d’esser costretto a restare all’esterno dei luoghi d’arte. Perché la mostra tanto pubblicizzata è al secondo piano del Palazzo di Città, ma l'ascensore non funziona. Così non resta che guardare il cartellone, e poi puntare sulla Cittadella dei musei, per ammirare le meravigliose cere anatomiche di Clemente Susini. Sfidi la pendenza d’ingresso, che già per un normodotato poco allenato è pesante, poi scopri che non puoi entrare neppure lì: anche qui l’impianto elevatore è guasto. «Imbarazzante. Chi fa le infrastrutture e i lavori per il sociale dovrebbe mettersi sulla carrozzina. Solo così capirebbe cosa significa»: si sfoga Maria Rosaria Galiero Castiello, partita da Olbia per un fine settimana nel capoluogo sardo, riservato agli abili. Non certo a sua figlia Sofia, diventata disabile due volte. Il discorso può essere allargato a tanti altri spazi pubblici e monumenti della città. Come ad esempio il Bastione. O la Cattedrale.

Diritti negati

«Sono la mamma di una ragazza disabile che ha bisogno della carrozzina, approfittando della fine delle lezioni decidiamo di trascorrere un weekend a Cagliari con l’intenzione di visitare mostre e musei», inizia così la denuncia affidata a Sardegna Accessibile e al suo fondatore Alfio Uda, in prima linea nella battaglia per i diritti dei disabili. «Qualcuno diceva che i diritti devono essere di tutti, altrimenti non sono diritti», premette Maria Rosaria, originaria di Napoli e arrivata a Olbia nel 2019, dove lavora come fisioterapista della Asl Gallura. E poi ripercorre le tappe dell’inciviltà. Dice che quando sei mamma di un disabile capita spesso di ingoiare e portare a casa; ha imparato anche Sofia, che ha 17 anni, convive con due arti in meno e non si rassegna a questa vita che oltre alle difficoltà obbligate finisce per aggiungerne di nuove: evitabili, col buon senso. «Non auguro il male a nessuno, ma può capitare a tutti di trovarsi all’improvviso disabili. Il problema è che nei panni degli altri non ci si mette mai nessuno, perché basterebbe poco. Ci vorrebbe soltanto tanta buona volontà per evitare quanto capitato a noi».

La pittura

Niente mostra, prodotta e organizzata dal Comune - con contributo di Regione e Fondazione di Sardegna - al Palazzo di Città. «Un’occasione per riscoprire Ligabue attraverso opere che invitano a riflettere sul valore dell’arte come strumento di liberazione personale e riconciliazione con il mondo”: quello stesso mondo che ha lasciato fuori Sofia.«Il signore alla biglietteria ci ha detto che c’era una persona bloccata dentro l’ascensore e stavano aspettando il tecnico, oltre a una serie di spiegazioni incredibili e nessuna alternativa». Due giorni dopo l’uomo all’ingresso minimizza: «Stiamo smantellando, la mostra è finita». Poi salta fuori che l’ascensore è ancora guasto, e poi diventa a mezzo servizio, ed «è così da Pasqua» perché «stanno aspettando un pezzo di ricambio». Niente da fare nemmeno alla Cittadella con le Cere di Susini: “La collezione di Cagliari è famosa in tutto il mondo”, si legge nel sito del turismo del Comune. «Qui siamo proprio lontani anni luce dal concetto di accessibilità e fruibilità», commenta la donna. «Non dico secondo gli standard dei paesi civili, ma nemmeno vicini al minimo sindacale richiesto per considerarsi tale».

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