Il focus.

Passeggeri in crescita, il business che fa gola ai fondi d’investimento 

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Soldi. Molti. Ogni anno, ogni stagione. C’è un business dietro la privatizzazione del Mameli di Cagliari per consegnarlo in blocco, insieme agli scali di Olbia e Alghero, al fondo di investimento F2i Ligantia.

La dimensione degli affari possibili è scritta anche nel Piano nazionale degli aeroporti, quello 2026-2035, appena presentato dal ministero dei Trasporti e che per l’Italia prevede un aumento di passeggeri dagli attuali 230 milioni a 305. Attualmente gli scali dell’Isola sono appena sotto gli undici. Tra i cinque e più di Cagliari, a cui vanno aggiunti i quasi quattro di Olbia e il milione e 600mila di Alghero. Considerando che la nostra Isola raccoglie poco meno del 5% del traffico aereo italiano, è chiara la portata economica dell’operazione sarda: rispetto a una crescita nazionale di 75 milioni di passeggeri, quasi quattro si possono stimare in Sardegna. Che supererebbe così la soglia dei 14 milioni.

Tutto questo con la calcolatrice del business in mano. Ma non si può dimenticare che la Sardegna è un’isola e a chi ci abita va assicurato il diritto alla mobilità. La garanzia del viaggio, anche in condizioni di emergenza, ciò che mal si concilia con il profitto dei fondi di investimento. E per questo le associazioni di categoria, i sindacati e il mondo dell’impresa sono mobilitati.

La discordia sul destino dello scalo di Cagliari va avanti dal 2023 e anima una parte del dibattito politico regionale. La Giunta Solinas alla privatizzazione si era opposta. Ma con l’arrivo della nuova maggioranza a tradizione Pd-M5S è stato deciso il ritiro del contenzioso con cui l’allora assessore ai Trasporti, Antonio Moro, ha bloccato l’operazione, contestando davanti al Tribunale di Cagliari, sezione Imprese, la legittimità della Nsa. Ovvero, la società unica tra gli scali di Olbia e Alghero, la cui efficacia è stata sospesa per via giudiziaria. Ma senza questo tassello si è fermata l’operazione di Cagliari, visto che la Camera di commercio, azionista dello scalo, ha costruito l’infungibilità di F2i (è la sua unicità nel mercato) sul fatto che controllasse già gli aeroporti del Nord Sardegna. Per questo è stata evitata la gara pubblica. Sono tutti elementi che finiranno di nuovo sotto la lente della Corte dei Conti: l’iter sulla privatizzazione del Mameli deve ripartire da zero, visto l’ingresso della Regione nella holding. ( al. car. )

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