Settimo

«Per voi sarò sempre don Locci» 

Grande festa per il nuovo monsignore scelto per decreto da Papa Leone 

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Il nuovo abito era già pronto. Don Locci è stato fatto entrare in sacrestia e poco dopo è tornato sull’altare vestito di nero con la fascia viola. Una mattinata insomma davvero speciale per il novello monsignore, travolto dall’applauso della chiesa, dei suoi familiari e dal sorriso paterno di monsignor Baturi. Felice, si, ma «continuate a chiamarmi don Locci».

Sopresa

Per il vecchio sacerdote di Settimo San Pietro, doveva essere soltanto una messa per celebrare, col parroco, i suoi 66 anni di consacrazione. Don Giovanni Locci, 95 anni, ha ovviamente accolto l’arrivo dell’arcivescovo di Cagliari monsignor Baturi con gioia. «Un onore per me». Ma non pensava di certo che poco dopo avrebbe dovuto cambiare l’abito talare. La sorpresa è arrivata poco prima della conclusione del rito, in una chiesa con tanti fedeli, quando il parroco don Marco Puddu, ha letto il decreto in latino di Papa Leone XIV del conferimento della prestigiosa onorificenza di “Monsignore” al sacerdote quasi centenario, «come riconoscimento per i 66 anni del suo percorso sacerdotale».

Gioia

Poi anche la torta in piazza, ed è stata festa grande. Come grandissima è stata la commozione.

«A Monsignor Locci – ha scritto il sindaco Gigi Puddu - vadano le più gioiose congratulazioni per questo riconoscimento che onora la comunità di Settimo San Pietro».

In pochissimi prima della messa sapevano dell’onorificienza all’anziano sacerdote, nato nel 1931 a Settimo. Lo sapevano ovviamente il parroco e una nipote, Sandra Casula. «mesi fa il parroco mi ha chiesto di prendere le misure dell’abito talare di mio zio. Così ho fatto, così ho saputo, senza mai dire però a lui il motivo».

Monsignor Locci è figlio di Giuseppe Locci , contadino e di Eugenia Pitzalis che andava anche a raccogliere le spighe di grano dopo la mietitura. Sono morti anni fa. Lui è stato parroco a Goni, San Basilio, Nurri, Burcei, Soleminis e Serdiana. Oggi abita a Settimo con la nipote Sandra. «Cosa farò ora? Andrò a messa, pregherò, cercherò di stare vicino alla gente finché il Signore mi darà forza».

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