Roma. Più spazio alle donne nei ruoli di guida, fari puntati sui beni delle parrocchie, apertura all’accorpamento delle diocesi. Sono alcuni dei temi del documento programmatico della Conferenza episcopale italiana, annunciato alla fine dell’assemblea di maggio e diffuso ieri. La Chiesa italiana deve fare i conti con una diminuzione delle risorse, soprattutto umane, e quindi invita a mettere mano a cambiamenti, anche sostanziali. Si torna anche a parlare della «urgenza» di una presenza più visibile dei cristiani nella vita del Paese. Sulle donne i vescovi italiani fanno proprie le linee emerse dal Sinodo: «Andrà ripensato il servizio di guida delle comunità cristiane, a fronte di forme di esercizio dell’autorità ancora monocratiche e clericali», si legge nel testo “Radicati e costruiti in Cristo”, con la necessità di «garantire la presenza delle donne in ruoli di autorità e di guida». Nulla a che fare con il tema del sacerdozio femminile, ma con l’esigenza di valorizzare in generale i laici, in un contesto in cui perdura la crisi delle vocazioni e ci sono sempre meno sacerdoti. E si apre uno spiraglio per l’accorpamento delle diocesi italiane. Secondo gli ultimi dati sono 226, a fronte delle 195 degli Stati Uniti: «Nei prossimi anni - indica la Cei - si potranno ricercare dei criteri per riconsiderare in quali casi è opportuno e prospettico l’accorpamento di diocesi, e come effettuarlo senza mortificarne la storia».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
