Le parrocchie guspinesi di San Giovanni Bosco e San PioX sono state unite, la loro amministrazione pastorale è stata affidata a Don Claudio Marras per l’età e le condizioni di salute di Don Gianni Biancu. Nella frazione di Montevecchio, sabato scorso, la benedizione delle Palme si è potuta fare solo grazie all’altruismo e bontà di don Tarcisio Ortu, 83 anni, che ha officiato la celebrazione tanto attesa dai residenti perché il cappellano don Giuseppe Floris, anziano e malato, non ha potuto presiedere l’attesa funzione. Nel borgo le funzioni religiose, settimanali, erano l’unica possibilità d’incontro della comunità.
La riduzione e la possibile cessione delle celebrazioni religiose hanno scosso i residenti che si sono rivolte all’arcivescovo Roberto Carboni per avere le chiese aperte.«Per Guspini, con le sue tre parrocchie – dice l’arcivescovo – di San Nicolò, San Pio X e San Giovanni Bosco,abbiamo trovato il modo di continuare a servire le comunità cristiane, rivedendo il cammino pastorale, essenzializzandolo. Già da adesso vi sono due parrocchie che condividono lo stesso parroco e questo chiede collaborazione da parte di tutti. In futuro le tre parrocchie, che pure già si sono mosse in questa direzione, sono chiamate a collaborare maggiormente in percorsi di formazione, di incontro, di aiuto reciproco».
Colpa della crisi di vocazioni. «In quasi tutte le diocesi italiane – prosegue monsignor Carboni – avvertiamo in modo importante la diminuzione delle vocazioni sacerdotali e l’avanzare dell’età di tanti preti impegnati nel servizio pastorale. Possiamo continuare a servire le comunità ma con uno stile diverso e nuovo rispetto al passato, dove ogni parrocchia aveva il suo parroco. Oggi siamo chiamati alla condivisione: ci sono parroci che si occupano di due, tre, quattro parrocchie. Questo richiede una revisione anche nelle priorità della vita pastorale. Non tutte le celebrazioni sono possibili, non tutti gli incontri o le attività sono necessari. Bisogna scegliere e dare priorità a quelle che effettivamente aiutano il cammino della comunità cristiana, attraverso ascolto e dialogo e un certo coraggio nelle scelte».
E la domenica in tanti disertano la messa. «La vita spirituale – chiude l’arcivescovo – è una delle necessità dell’uomo. Perché vivo? Dove sto andando? Chi mi ha voluto e cosa dovrei fare? In Francia, si assiste a un risveglio del desiderio di fede cristiana: circa 20 mila tra uomini e donne e circa 8mila adolescenti si sono battezzati. Un dato che ci interroga». (m. s.)
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