Sanità

Ospedali allo stremo nel Nord Sardegna Ultimatum a Todde 

Cgil e Uil: «Vogliamo un incontro con la presidente in Prefettura» 

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Un altro ultimatum alla presidente della Regione. Cgil e Uil Funzione Pubblica insistono per un incontro con Alessandra Todde davanti alla prefetta di Sassari, Grazia La Fauci. Le sigle confederali rappresentano il personale sanitario del Nord Sardegna e hanno dato una indicazione chiara anche alle Asl, senza una convocazione e un confronto diretto in tempi brevi sulla “drammatica situazione della sanità in Gallura e più in generale nel Nord Sardegna” sarà sciopero.

«La presidente ascolti»

Le sigle chiedono espressamente la presenza della presidente della Regione, Alessandra Todde. Paolo Dettori è il segretario per il Nord Sardegna della Cgil Funzione Pubblica e ha firmato insieme ai colleghi Myriam Pastorino, Jessica Cardia e Vito Langiu (Uil) la richiesta di incontro urgente indirizzata alla prefetta di Sassari e alla presidente Todde. Dettori spiega: «Siamo corretti, non è un aut aut. Si chiama procedura di raffreddamento ed è prevista dalla legge. Sulla base delle norme che regolano i conflitti, stiamo chiedendo al datore di lavoro un confronto urgente sulla situazione della sanità nel nord dell’Isola. La presidente Todde ha la delega alla Sanità, con chi dobbiamo parlare se non con lei? A maggior ragione, se pensiamo che la Asl di Olbia attende l’insediamento di un direttore generale. Se poi la presidente Todde ci convoca a Cagliari, per noi va benissimo. Siamo mesi che chiediamo, inutilmente, di parlare di una Asl senza guida, dello smantellamento degli ospedali di Tempio e La Maddalena, della condizione drammatica del Pronto Soccorso di Olbia, dei turni a ripetizione del personale sanitario esposto a gravi rischi, come i pazienti. Abbiamo chiesto di parlare, per avere risposte, dell’intero sistema sanitario del Nord Sardegna che si avvia velocemente a una pericolosa condizione di squilibrio territoriale, con l’hub di Sassari in forte difficoltà perché chiamato a tappare le falle di tutto il sistema, ormai privo anche della medicina territoriale».

Nord Sardegna in crisi

Le sigle confederali Cgil e Uil Fp pongono un tema complessivo che riguarda anche la condizione degli ospedali di Alghero e Ozieri e ovviamente del polo ospedaliero sassarese. Dettori: «Il confronto non può che essere su tutto il Nord dell’Isola. Faccio un esempio per entrare nel merito delle questioni drammaticamente aperte. A Olbia è stato chiuso, a giugno dell’anno scorso, il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) dell’ospedale Giovanni Paolo II. Sono venuti a mancare i posti letto, una decina, per i ricoveri urgenti. Si è parlato di una sospensione temporanea, ma è da quasi un anno che il reparto è chiuso. Per i ricoveri il reparto più vicino è il servizio Spdc di Sassari, con 16 posti letto ad altissimo tasso di occupazione. Con la presidente Todde vorremmo parlare di questo, del carico di prestazioni aggiuntivo che ricade su Sassari, con il progressivo indebolimento di tutto il sistema ospedaliero di Olbia e Gallura e a causa dei problemi che hanno anche i presidi di Alghero e Ozieri. Noi sentiamo i lavoratori, che sono preoccupati e stanchi. Che cosa succede a un medico, a un infermiere, quando sente parla di ospedali di comunità, di strutture che surrettiziamente prendono il posto di presidi come quelli di Tempio e La Maddalena. Che cosa devono pensare i maddalenini sapendo che è probabile la chiusura del reparto MOBI del Paolo Merlo, il servizio destinato ai pazienti più gravi in uscita dal Pronto Soccorso. Noi vorremmo delle risposte dalla presidente Todde, perché è la nostra interlocutrice. Altrimenti ci restano gli strumenti di lotta consentiti dalla legge».

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