Oltre 4mila bambini senza assistenza nel territorio

Oristano apripista in Sardegna con i primi Ascop  

Ambulatori straordinari per minori: arrivano due pediatri in pensione 

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Quei passeggini vuoti avevano raccontato molto più di tante parole. E sono diventati l’emblema di una sanità che non riesce a garantire assistenza neanche ai più piccoli: da quella protesta dei mesi scorsi a Baratili San Pietro è scattato l’input decisivo per una svolta. L’Oristanese ancora una volta fa da apripista e dopo gli Ascot, adesso iniziano a prendere forma anche gli Ambulatori straordinari di comunità area pediatrica. La Asl 5 in questi giorni sta definendo i dettagli per l’apertura dei primi due Ascop che, nelle intenzioni della direzione dell’azienda sanitaria, dovrebbero lenire almeno in parte le criticità sul fronte dell’assistenza ai più piccoli.

Il progetto

Nell’Oristanese 4mila 549 bambini sono senza assistenza pediatrica, mille 664 sono in carico a un medico di base. Numeri che descrivono una situazione di emergenza e che, nelle settimane scorse, ha portato la Asl 5 verso gli Ascop «per garantire la migliore assistenza pediatrica in via prioritaria ai minori tra 0 e 6 anni privi del pediatra e tra i 7 e i 14 anni per i quali non è possibile il ricorso alternativo a un medico di base» si legge nella relazione dell’azienda sanitaria. La direttrice generale Grazia Cattina, dopo aver incontrato sindaci e delegazioni dei genitori, ha firmato l’atto per avviare il nuovo progetto degli ambulatori straordinari per minori che saranno affidati a pediatri in pensione. Al bando hanno aderito due medici che hanno avuto subito il via libera dalla commissione: si tratta di Augusto Ogana e Innocenzo Puddu. Saranno i due pediatri ad occuparsi dei primi Ascop nell’Oristanese e in Sardegna. «Gli incarichi libero professionali affidati ai due specialisti avranno una durata di dodici (e comunque non oltre dicembre 2026) per un massimo di 35 ore settimanali ciascuno – recita la delibera firmata dalla direttrice generale – il compenso orario riconosciuto ai professionisti è pari a 80 euro lordi». La spesa complessiva prevista è di 242mila 706,67 euro.

Il servizio

Al momento però il servizio è ancora in fase di definizione. «Non sono ancora state stabilite le sedi, in questi giorni verranno definiti tutti i dettagli e a breve si potrà partire» fanno sapere dalla Asl che aveva stimato l’apertura di un Ascop nei distretti di Oristano e Ghilarza-Bosa. In quello del capoluogo ci sono due ambiti: nel primo sono al lavoro tre pediatri; su 4.017 bimbi 0-14 in 440 sono senza cure; nel secondo non c’è alcun pediatra e su 1.545, ben 1.019 non hanno assistenza. Nei due ambiti fra Guilcier e Planargia complessivamente 1.522 bambini non hanno cure. Un Ascop dovrebbe essere aperto anche in Diabetologia per 10 ore settimanali «qui ha un’importanza strategica per l’Azienda, considerando che la Sardegna ha una delle più elevate incidenze di diabete mellito di tipo 1 in età pediatrica».

La speranza

Si tratta di un primo passo per cercare di far fronte a una situazione che migliaia di famiglie vivono con sofferenza. Essersi ritrovati dall’oggi al domani senza l’assistenza per il proprio figlio, per tantissimi genitori significa essere costretti a rivolgersi al Pronto soccorso pediatrico anche per una banale influenza con effetti che si ripercuotono anche sull’attività del reparto del San Martino, a sua volta in sofferenza per la carenza di organico. Altri sono costretti a percorrere chilometri oppure a pagare per avere l’assistenza che come ripetono da mesi i comitati per la salute «dovrebbe essere un diritto».

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