La conferma.

«I fiancheggiatori sardi? Mafiosi» 

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Il Tribunale di Cagliari, ad ottobre, nel rito abbreviato che ha condannato gli altri complici di Marco Raduano aveva già affermato che aiutare la latitanza di un boss è mafia. Su quelle condanne pende ora il giudizio d’appello. Ieri, l’ex boss della mala garganica evaso da Nuoro il 24 febbraio del 2023, Marco Raduano, oggi collaboratore di giustizia, ha dato forza a quel concetto durante la deposizione nel processo che vede alla sbarra altri due presunti fiancheggiatori della sua latitanza. Raduano ha par lato di un gruppo di sardi con una composizione specifica: «Le famiglie fanno parte di un’unica consorteria e il gruppo dei sardi aveva le stesse caratteristiche mafiose che ho vissuto io dall’interno nelle nostre organizzazioni, occupandosi anche loro di rapine, omicidi…». Secondo il suo racconto, i membri del gruppo erano strettamente legati tra loro, coordinavano azioni criminali e si scambiavano favori.

Accordi criminali

Un racconto pesante quello dell’ex boss che ha spiegato che alcuni membri avevano preso accordi per omicidi proprio con i corsi per sdebitarsi dell’aiuto. Ha spiegato che quando lui scappò da Badu ’e Carros era senza nulla. E che fu aiutato in tutto e per tutto. Così prima di partire in Corsica da Padru, quando gli fecero arrivare 5 mila euro, lui li consegnò ad Antonio Gusinu per pagare i costi della sua permanenza in Sardegna. Tra gli episodi più gravi, ha raccontato l’omicidio di Paul-Félix Paoli in Corsica, organizzato con un accordo tra sardi e corsi: «Mi sono sdebitato con un omicidio», ha detto, chiarendo che l’intesa era stata presa proprio in Sardegna, con i corsi, ma gli altri accordi non andarono poi in porto.

Le incongrenze

Sono stati diversi i punti che la difesa di Mangia e Tolu ha cercato di chiarire e far emergere. Su tutte incongruenze emerse dai vari verbali di deposizione. «Inizialmente avevo paura delle ritorsioni. I sardi dicevano che avevano un parente condannato all’ergastolo per aver ucciso un appartenente alla forze dell’ordine. Per questo indicai il solo Mangia. I miei familiari subirono minacce e danneggiamenti, poi quando entrarono sotto protezione feci gli altri nomi»

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