Tokyo. La sintonia sta nel selfie che Giorgia Meloni si fa con Sanae Takaichi e poi posta, elaborato dall’AI in versione manga. O nel «conta su di me per qualsiasi cosa, insieme ce la possiamo fare», dopo una giornata che vede le due premier siglare un’intesa che rafforza i rapporti tra Italia e Giappone. Piena condivisione sui dossier più importanti, dalla stabilità dell’Indopacifico all’allarme sulle limitazioni ai commerci, fino alla pace in Ucraina e Medio Oriente. La dichiarazione congiunta mantiene il linguaggio della diplomazia ma sono tanti i passaggi che guardano alla Cina, mai citata esplicitamente così come Taiwan. Quanto a Kiev, sostegno alla ricerca di una pace «giusta e duratura». Ma la «preoccupazione» più forte, «grave», è per «tutte le forme di coercizione economica, per l’uso di politiche e pratiche non di mercato e per l’imposizione di restrizioni all’export che interrompono le catene globali di approvvigionamento di beni e componenti chiave e causano altre distorsioni di mercato». Poche righe che possono far pensare ai dazi di Trump. Dopo Tokyo, Meloni farà tappa a Seul prima del rientro in Italia.
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