I cambiamenti climatici sono costati all'Europa 915 miliardi in 45 anni, tra il 1980 e il 2025. Ma l'impatto appare in crescita: l'ondata di calore di quest'anno potrebbe pesare sul Pil europeo di un punto, un valore pari a 180 miliardi. In questo contesto l'Italia è il Paese che nel periodo considerato registra le perdite più elevate: 147 miliardi di euro, in pratica 2.500 euro in media a cittadino. A fare i conti è il Rapporto “Strategia per la pace climatica” promosso da ConsumerLab e Future Respect, che riassume i principali dati tratti da oltre ottanta ricerche ufficiali circa l'impatto del clima sulle economie europee, sulle imprese e sulla vita dei cittadini. La media annua delle perdite economiche dovute a eventi meteorologici e climatici estremi è passata da 8,6 miliardi nel decennio 1980-89 a 44,9 miliardi nel quinquennio 2020-24: un valore più che quintuplicato - analizza ConsumerLab - Le sole ondate di calore dell'estate 2025 hanno prodotto una perdita di valore aggiunto lordo stimata in 43 miliardi di euro, con una proiezione fino a 126 miliardi annui entro il 2029 sulla base dei pattern storici, con il picco del 2026 che potrebbe arrivare a 180 miliardi.
Il rapporto valuta anche l'impatto sulle imprese, il comportamento dei cittadini e le misure messe in atto dal settore pubblico. Il 36,6% delle Pmi italiane -ricade nelle classi di rischio fisico climatico alto o molto alto, e l'87% delle imprese italiane considera la transizione climatica un'opportunità economica, che però stenta a sfruttare: il 91% di queste non ha un programma concreto e un piano di investimenti definito in merito.
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