«La Lega ha perso la sua anima». A una settimana dal congresso del partito, Massimo Garavaglia lancia la sfida a Matteo Salvini per la segreteria. Il presidente della commissione Finanze del Senato, salvo sorprese, si candiderà per riportare al centro del dibattito le istanze che, a suo giudizio, rischiano di restare escluse.
«Mi sono candidato per unire», spiega richiamandosi alle origini del movimento fondato da Umberto Bossi: «La Lega non è un partito di estrema destra». Fra le richieste: maggiore attenzione ai giovani e ai loro diritti, linea economica liberale e tra Claudio Borghi e Giancarlo Giorgetti «tutta la vita Giorgetti».
Garavaglia assicura di essersi confrontato con governatori e parlamentari e auspica un congresso capace di ascoltare tutte le posizioni. La priorità, sottolinea, è «tornare a parlare con la gente».
Le critiche suscitano la reazione di Igor Iezzi, deputato vicino a Salvini: «Sento solo slogan. Garavaglia chiarisca la propria proposta». Iezzi aggiunge che nessuno nel partito consideri la Lega di estrema destra, ma domanda quali conseguenze concrete dovrebbe avere questa presa di distanza: dalla rinuncia ai temi della sicurezza a un eventuale passaggio dai Patrioti al Partito popolare europeo. «Nel concreto cosa vuole fare? Aspettiamo che ce lo dica», conclude.
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