Due oncologhe in servizio al San Francesco sono entrambe vincitrici di concorso e in procinto di trasferirsi una a Olbia e l’altra a Oristano, mentre la primaria sta per andare in pensione. Una combinazione potenzialmente devastante che, secondo i sindacati, potrebbe mettere seriamente a rischio la tenuta del reparto di Oncologia dell’ospedale nuorese. A lanciare l’allarme è la Uil Funzione pubblica, con una nota inviata ieri a firma del segretario territoriale Dionigi Deledda e del dirigente sindacale Cristian Pasquale Cinellu, che parlano apertamente di «progressivo smantellamento dei servizi» e di una situazione ormai critica per il presidio ospedaliero San Francesco.
Reparti a rischio paralisi
Secondo il sindacato, Oncologia - già da tempo segnato da carenze di organico e carichi di lavoro elevati - rischierebbe oggi una paralisi operativa proprio a causa della possibile uscita delle due dirigenti mediche attualmente in servizio a tempo pieno. «Le due professioniste, vincitrici di concorso, avrebbero infatti manifestato la volontà di trasferirsi rispettivamente verso le sedi di Olbia e Oristano». A questo si aggiunge la prossima quiescenza della primaria, un ulteriore elemento che, se non compensato da nuove assunzioni, potrebbe lasciare il reparto in una condizione di difficoltà organizzativa con una sola oncologa ma in prestito dalla struttura semplice.
Criticità tutta nuorese
La Uil descrive però un quadro ampio di sofferenza della sanità nuorese, parlando di criticità diffuse che interessano diversi reparti del San Francesco, dal Pronto soccorso alla Pediatria, dall’Ortopedia alla Geriatria fino alla Pneumologia. Un sistema che, secondo il sindacato, sta progressivamente perdendo capacità di risposta ai bisogni del territorio. Nel documento si sottolinea anche la grave carenza di medici di medicina generale nella provincia e nel capoluogo, dove - viene evidenziato - «circa un terzo della popolazione sarebbe attualmente privo del medico di famiglia, con ulteriori pensionamenti previsti nel breve periodo». Il sindacato punta il dito anche contro la gestione aziendale, sostenendo che le richieste di confronto avanzate negli anni alla Direzione generale dell’Asl di Nuoro non avrebbero ricevuto risposte concrete.
Carenze ignorate
«Dal 2023 i professionisti di Oncologia hanno segnalato carenze di organico e carichi di lavoro insostenibili. Per anni hanno operato in condizioni estremamente difficili, spesso in solitudine, garantendo migliaia di visite, trattamenti, cure e sostegno umano ai pazienti oncologici. Un impegno straordinario trattato come ordinaria amministrazione». Atteggiamento che per la Uil ha costretto i medici alla ricerca di una situazione lavorativa più umana. Il sindacato parla di rischio per i pazienti oncologici e possibile collasso del servizio. «Il rischio è quello della chiusura di fatto del reparto». La Uil richiama la necessità di interventi urgenti per garantire la continuità assistenziale.
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