Si è aperto ieri a Cagliari il dibattimento del processo nei confronti di Matteo Piras, il giovane di Osini accusato dell’omicidio di Riccardo Muceli, l’allevatore 38enne di Gairo ucciso il 12 gennaio 2022 nelle campagne di Jerzu. Davanti alla Corte d’assise presieduta dalla giudice Lucia Perra, affiancata a latere dal collega Roberto Cau, è stato sentito per l’intera mattinata il primo testimone dell’accusa: il luogotenente dei carabinieri, Paolo Oggiano, che ha condotto una parte delle indagini sul delitto. A compierlo, secondo la ricostruzione della procuratrice della Repubblica, Paola Dal Monte, sarebbe stato il 24enne di Osini, presente in aula accanto ai difensori Francesco Serrau e Maurizio Corda.
Ieri mattina era prevista una sfilata di testimoni convocati dalla pm, ma alla fine l’esame dell’investigatore si è protratto a lungo e la Corte ha deciso di fissare una nuova udienza per fine mese per sentire tutti gli altri. La vittima, che era anche operaio in un cantiere del verde pubblico, era stata uccisa non lontano dall’ovile di Pelau, nelle campagne di Jerzu. Terminate le indagini, la Procura aveva ottenuto l’arresto dell’indagato, ma il Riesame aveva annullato il provvedimento. La Procura, a quel punto, aveva chiesto il proscioglimento dell’imputato ritenendo non ci fossero le prove per sostenere un processo, ma il Gup Mauro Pusceddu (presidente del Tribunale di Nuoro applicato in Ogliastra) aveva disposto comunque il rinvio a giudizio. In aula a Cagliari erano presenti anche familiari della vittima, parte civile con gli avvocati Patrizio Rovelli, Fabrizio Rubiu e Michela Pusceddu. (fr. pi.)
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