Un confronto (a distanza) serrato, aspro, franco. Cominciato lunedì con le dichiarazioni di Tommaso Giulini («insistiamo per avere il diritto di superficie, però siamo assolutamente disponibili al dialogo»), e conclusa ieri in Consiglio comunale con quelle dell’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta, chiamato a informare la città sui nodi che bloccano l’iter del nuovo stadio. «Resta ancora un problema da risolvere, quello del canone di concessione», aggiunge. Su questo le posizioni restano ancora molto distanti: perché per il Comune sono troppo pochi i 50mila euro all’anno proposti dal Cagliari, mentre per il club rossoblù sono troppi (anche un euro in più) dal momento che farebbero sballare il piano economico finanziario.
Al netto di questo aspetto, non certo un dettaglio, il Cagliari calcio fa un passo indietro e rinuncia al milione e mezzo di euro che avrebbe guadagnato dalla gestione privata dei parcheggi, il Comune ne fa uno avanti, dicendo sì al diritto di superficie (ma senza ipoteca), sul quale adesso chiama il Consiglio comunale a pronunciarsi. Risultato: l’iter per il nuovo stadio, ancorato da tre mesi alla valutazione del piano economico finanziario, fa un deciso passo avanti.
Note lieti
Naturalmente, dipende sempre da dove si posizione la lente di ingrandimento. Perché per l’assessore Macciotta «beninteso che l’amministrazione ha lavorato e lavora nell’esclusiva tutela dell’interesse pubblico, oggi due dei problemi riscontrati li possiamo considerare superati», dunque l’accordo per il nuovo stadio è più vicino. Per le opposizioni invece la situazione è di «profonda preoccupazione» per l’esito finale.
Erano tre i nodi rilevati dl Comune durante l’analisi del pef: il diritto di superficie, il canone di concessione e la gestione dei parcheggi. Sul primo punto «abbiamo fermamente ribadito fin dal principio l’impossibilità di concedere l’ipoteca sul diritto di superficie e su questo abbiamo trovato», adesso, «la disponibilità del Cagliari calcio che modificherà in tal senso la convenzione»,dice l’assessore Macciotta all’Aula. Questa soluzione garantirà al Cagliari la possibilità di vantare comunque garanzie con gli istituti di credito, mentre per il Comune, in caso di default in futuro della società rossoblù sparisce il rischio che le banche possano intervenire su un bene destinato a tornare nella disponibilità del patrimonio comunale alla scadere della concessione (tra 50 anni). L’ultimo parola adesso spetterà, comunque, al Consiglio comunale che sarà chiamato a confermare o meno questa soluzione. «La concessione del diritto di superficie», conferma l’assessore Macciotta, «è demandata per legge in via esclusiva al Consiglio, il cui contributo in tal senso sarà molto importante», aggiunge.
Lo scenario
Risolto (a beneficio del Comune) anche il nodo dei parcheggi: «Anche su questo la nostra posizione è sempre stata intransigente», spiega ancora Macciotta. «Alla fine il Cagliari calcio stralcerà dal pef questa fonte di reddito», prevedeva di incassare 1,5 milioni di euro all’anno, «e si tornerà alla gestione pubblica dei parcheggi», attorno allo stadio, dice ancora. E poi conclude dispensando ottimismo. «Quando abbiamo cominciato questa avventura, a luglio del 2024, il problema stadio sembrava irrisolvibile. Poi, piano piano si è arrivati all’approvazione su un piano urbanistico, edilizio e ambientale. oggi siamo nella fase cruciale. Lo stadio è importante per la città».
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