Cinque chioschi, un progetto di riqualificazione e una passeggiata che aspetta ancora di tornare pienamente a vivere. Del vecchio salotto buono della città oggi restano gli scheletri di strutture chiuse o scomparse e un solo chiosco ancora attivo. Il progetto per rilanciare Buoncammino attraverso nuovi servizi e attività procede, ma con tempi che sembrano non arrivare mai alla fine. Sono ancora diversi, infatti, i nodi tecnici e amministrativi da sciogliere.
L’appello
Il tema è tornato ieri al centro del dibattito politico, in Consiglio comunale, con un’interrogazione del consigliere di Lega-Anima di Sardegna Ferdinando Secchi, che ha chiesto aggiornamenti sull’affidamento degli spazi e sulla manutenzione dell’area in attesa delle nuove attività. «Il rilancio definitivo è strettamente legato all’apertura dei nuovi punti di ristoro», ha sottolineato, richiamando le criticità sul fronte del verde e del decoro. «Uno dei luoghi più panoramici e identitari della città rischia, senza il presidio di questi locali, di cadere nell’incuria e nel degrado».
A fare il punto è stato l’assessore alla Pianificazione strategica, Urbanistica e Ambiente Matteo Lecis Cocco Ortu, che ha ribadito la volontà dell’amministrazione di dare «attuazione alle linee guida per le cinque strutture». L’obiettivo è «creare attività capaci non solo di offrire servizi, ma anche di aumentare vitalità, sicurezza e cura della passeggiata».
I lavori
La struttura oggi in stato più avanzato è quella prevista davanti all’ingresso del carcere, destinata alla ristorazione. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, a cui è affidata la responsabilità dei lavori, ha già avviato una manifestazione di interesse per individuare il soggetto che dovrà progettare, realizzare e gestire il chiosco per sei anni, rinnovabili per altri sei. Resta invece da liberare l’area dell’ex chiosco Luchia. «Il Comune ha già notificato agli ex concessionari la richiesta di rimozione della struttura – ha ribadito l’assessore –. In caso di mancato intervento, l’amministrazione procederà d’ufficio, recuperando successivamente le somme». Solo dopo sarà possibile mettere a bando il nuovo chiosco.
Per gli altri tre punti, destinati a caffetteria e gelateria, le situazioni sono diverse. Nel caso dell’unico chiosco ancora attivo, il concessionario ha manifestato la volontà di adeguare la struttura alle nuove linee guida, con nuovi servizi igienici, chiedendo però di ampliare la cucina. Si attende la proposta progettuale, che dovrà essere verificata rispetto alle prescrizioni della Soprintendenza.
Nella prima parte della passeggiata restano da risolvere alcune interferenze con un palo dell’illuminazione e con il posizionamento della struttura, mentre più complessa è la situazione del chiosco previsto nella piazzetta Marongiu Pernis, dove manca il collegamento diretto alla rete fognaria. Per le quattro strutture ancora da assegnare, ha concluso Cocco Ortu, «gli uffici del Patrimonio sono in fase avanzata nella predisposizione del bando. Restano alcuni aspetti da definire, ma non c’è ancora una data certa per la pubblicazione».
Il progetto resta così ancora in attesa degli ultimi passaggi per trasformare il piano di riqualificazione in una presenza concreta. La sfida è riportare vita e servizi lungo una passeggiata che, per ora, continua ad aspettare il suo nuovo volto.
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