La cardiologia dell’ospedale “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino Monreale si dimostra sempre di più all’avanguardia. Così è stato pubblicato nella rivista “European Journal of Clinical Investigation” lo studio “Crusaders” ideato proprio dai medici del repartodel Medio Campidano per rendere più sicura e rapida la gestione dei pazienti sottoposti a impianto di pacemaker e defibrillatore. «Ancora oggi i pazienti sottoposti a impianto di pacemaker e defibrillatori transvenosi - spiega il dottor Gianfranco Delogu - devono effettuare, secondo le indicazioni delle Linee Guida Internazionali, la radiografia toracica post-procedura, eseguita nella struttura di radiologia dopo 24-36 ore dall’impianto. il lavoro pubblicato, che ci vede centro promotore e ideatore, ha validato l’uso dell’ecografia toracica al letto del paziente come valida alternativa, sicura e specifica».
«La nostra idea – spiega Roberto Floris, autore dello studio - è stata quella di utilizzare una metodica l’ecografia toracica e applicarla ai pazienti sottoposti a impianto di pacemaker o defibrillatore, per evitare la radiografia toracica e favorire la diagnosi precoce delle principali complicanze quale lo pneumotorace. Così si elimina il rischio delle radiazioni ionizzanti e si può effettuare l’esame in qualsiasi momento al letto del paziente».
Lo studio ha visto coinvolti, oltre la cardiologia di San Gavino Monreale, anche l’Università delle Marche e quella del Piemonte Orientale: 397 pazienti sono stati avviati sia a radiografia sia a ecografia toracica post-chirurgica. (g. pit.)
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