Assemini. «Al di là degli aspetti tecnici esaminati rivendendo poi la gara, da subito ci siamo resi conto di non aver offerto una prestazione all’altezza. È stata una prestazione negativa sotto tutti i punti di vista. Vogliamo riscattarci. Tra l’altro, la partita col Napoli non è come le altre. I giocatori non vedono l’ora di riversare la rabbia in campo. Per questo, hanno chiesto loro di anticipare il ritiro. Per stare uniti verso l’obiettivo». Fabio Pisacane tutto d’un fiato per spazzare via le scorie della disfatta pisana e rilanciare la sfida in una serata a dir poco insidiosa, oggi alla Domus contro il Napoli. Il vero Napoli, tra l’altro, al gran completo come non lo era mai stato dall’inizio della stagione.
I precedenti
«Non so se sia il momento giusto o meno per affrontarli. Di sicuro, affrontiamo una grandissima squadra con una rosa larga», la premessa dell’allenatore del Cagliari in conferenza stampa, al Crai Sport Center di Assemini. «E al netto di chi giocherà», afferma, «sono convinto che il nostro atteggiamento potrà incidere sull’andamento della partita. Così come è successo contro Roma e Juventus, e contro loro stessi, all’andata quando il Napoli ha segnato a quindici secondi dalla fine e in Coppa Italia dove abbiamo perso solo ai rigori».
Bava alla bocca
Guardia e testa alta, insomma. «Non ci piangiamo addosso e non cerchiamo alibi». Pisacane va oltre l’emergenza e ci mette la faccia in tutto e per tutto. Un concetto, però, tiene a evidenziarlo, quattro giorni dopo il grande flop: «A Pisa non abbiamo perso perché ci siamo messi a specchio sull’avversario, ma perché ci sono mancati il furore e la bava alla bocca». Ed è mancato pure Esposito, che rientra oggi dalla squalifica. Giocatore chiave per gli equilibri della squadra, non solo sotto porta, sottolinea lo stesso Pisacane. «Nell’ultima partita si è sentita la sua mancanza», ammette il suo allenatore. «È un giocatore importante per noi, moderno. E si sacrifica tanto per il compagno».
Sotto i riflettori
In calo, invece, il turco Kiliçsoy nelle ultime settimane dopo un periodo a dir poco esplosivo. «È uno dei ragazzi che da un mese fanno il Ramadan e questo può aver inciso nelle sue prestazioni». A sua volta, ha rotto il ghiaccio a Pisa Gaetano dopo l’infortunio: «È quel giocatore che ti permette di avere delle geometrie, soprattutto sotto pressione». A che punto è, invece, Deiola? «Ha una settimana in più di allenamento con la squadra e sappiamo tutti quanto sia importante per il Cagliari». Può partire dal primo minuto? «Viene da tre mesi di stop, bisogna capire bene. È un dubbio che mi porto sino alla fine».
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