Lotzorai.

«Non ho personale per raccogliere le olive» 

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Le olive ci sono. Tante, belle e cariche d’olio. Mancano le mani. L’Ogliastra scopre il paradosso della sua agricoltura. Dopo due annate difficili, questa stagione si annuncia buona. Le piante sono cariche, il frutto è sano e gli addetti ai lavori dicono che l’olio sarà eccellente. Eppure, in mezzo a questo verde che promette, c’è un cartello che stride. “Cerchiamo personale per la raccolta delle olive”.

L’ha pubblicato Olivina, frantoio Tangianu di Lotzorai. «È abbastanza complicato trovare personale», dice Stefania Tangianu, che dell’azienda di famiglia ha fatto un presidio di qualità e territorio. Non è una lamentela, piuttosto una constatazione, detta con la calma di chi ogni anno fa gli stessi conti: quanti quintali possiamo raccogliere, quante squadre servono, quante persone si presenteranno. «Contribuiamo insieme a mantenere vivi gli uliveti del nostro territorio». E ancora: «Un lavoro con un senso. Per persone affidabili, motivate e rispettose delle persone, della natura e del nostro territorio. Con una retribuzione corretta». Ma lo scenario nasconde il rischio più assurdo, ossia che le olive migliori degli ultimi anni restino a terra. Non per la mosca olearia e neppure per la siccità. Bensì per mancanza di muscoli umani. (ro. se.)

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