Il caso.

Non cessano gli attacchi a Infantino gli oppositori chiedono una riunione Fifa 

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Il Mondiale privatizzato non c'è più, la crisi invece resta. Dopo l'annuncio di Gianni Infantino che la sua Fifa ritirava il progetto per una società controllata aperta ai capitali privati e nella quale confluivano i diritti commerciali della Coppa del mondo, che la battaglia non fosse finita l'aveva confermato la posizione della Uefa, principale oppositrice del governo Infantino, almeno in questa fase. Ora, dall'Inghilterra - uno dei Paesi più attivi nel mettere in discussione la leadership del presidente italo-svizzero - arriva l'indiscrezione che alcuni membri dell'organo di governo a 28 della Fifa, avrebbero chiesto una riunione urgente per discutere leadership e governance.

Al di là di proteste e mugugni, la posizione del n.1 Fifa era solidissima fino a ridosso del Mondiale, e non solo perché la precedente rielezione era avvenuta per acclamazione. Ma dalla vicinanza all'amministrazione Trump al caso Balogun, passando per il legame con i private equity Usa (a firma Kushner jr.), i rivali di Infantino (Ceferin in testa) prendono sul serio l'ipotesi che sia ora di cambiare il vertice. Anche a dispetto della difficoltà di trovare un candidato alternativo e della forza elettorale del presidente in carica, ben radicato in tante federazioni (africane, ma anche asiatiche) con la sua politica di sostegno ai più “poveri” «che stride – nota il britannico Times – con i dettagli del piano privatizzazione.

Al ritiro del progetto, si è arrivati evidentemente per frenare l'onda lunga di chi era pronto a dar battaglia contro la rielezione. Ma ora, scrive The Guardian, ci sarebbe già una mozione del 50% dei membri dell'Esecutivo: le firme erano state raccolte per chiedere un'indagine indipendente sul caso Balogun, l'obiettivo è anticipare la riunione prevista a novembre in un consiglio di urgenza da tenere prima possibile, per discutere la governance Infantino. Il termine per le candidature scade il 18 novembre, Africa e Sudamerica continuano in sostanza ad essere con il presidente in carica anche per il prossimo quadriennio, e dell'Asia - schierata con l'Europa - già il Qatar si è dichiarato per una rielezione. Il voto è previsto a marzo 2027, ma il duro comunicato Uefa post marcia indietro di Infantino alimenta le voci di una richiesta di assemblea generale speciale, per le quali si starebbero raccogliendo le 43 firme necessarie.

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