Pratosardo.

«No al Consorzio provinciale» 

Gli operatori: la gestione al Comune. Energia, pericolo speculazione 

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Il “no” è netto, senza margini di ambiguità: gli operatori di Pratosardo bocciano l’ipotesi di un passaggio dell’area produttiva della città al Consorzio industriale provinciale e rilanciano la richiesta precisa al Comune di Nuoro del pieno controllo sull’area industriale, senza deleghe che ne svuotino il peso decisionale. È questo il messaggio più forte emerso mercoledì, al termine del ciclo di audizioni, dove gli operatori, davanti al sindaco Fenu e alla maggioranza, hanno tracciato una linea sul futuro del cuore produttivo della città.

Un percorso già tracciato

A mettere ordine nel dibattito è stato il presidente del Consorzio Operatori, Giampiero Pittorra, che ha richiamato un passaggio dato per acquisito ma oggi centrale: «Questo percorso non nasce oggi. Dal 2018 abbiamo avviato un confronto serio, partecipato, in cui è emersa chiaramente la volontà che il gestore fosse il Comune, non il Cip». Un lavoro lungo anni che ha portato a un atto politico preciso: «La delibera del Consiglio comunale del 2022, approvata a larga maggioranza, rappresenta per noi una base solida da cui partire». Per gli operatori, dunque, non si tratta di riaprire una discussione da zero, ma dare continuità a una scelta già compiuta. Il Consorzio Zir deve andare al Comune.

Il nodo della governance

«Senza imprese non funziona». Il tema centrale, secondo Pittorra, non è solo chi gestisce formalmente l’area, ma come. «Un soggetto gestore senza il coinvolgimento degli operatori è destinato a non funzionare». Da qui la richiesta di una governance strutturata e partecipata. «Le imprese - ha detto - devono essere presenti, deve esserci un confronto stabile, le scelte vanno condivise con chi ogni giorno vive Pratosardo».

Rischio speculazione

Nell’intervento, gli operatori hanno anche lanciato un avvertimento sul futuro dell’area: «Vogliamo che Pratosardo diventi attrattiva per i giovani imprenditori. Ma oggi esiste il rischio che lo diventi per operazioni speculative legate all’energia. Le imprese rischiano costi sempre più alti, mentre altri utilizzano il territorio senza generare valore per la comunità». È stato sottolineato che per questo è nata la comunità energetica “Sardegna energie”, come risposta concreta. «Non chiediamo solo di essere coinvolti: stiamo già costruendo soluzioni».

La gestione

Più diretto l’imprenditore Peppe Mattu, che ha messo al centro il peso politico del Comune: «Il rischio è portare in dote aree, risorse e infrastrutture al Cip e poi pesare poco o nulla nei processi decisionali». Un’eventualità giudicata inaccettabile. «Il Comune deve essere il soggetto che decide. Il contenitore non è il problema: società in house o partecipata non cambia. Conta chi governa davvero. Se il Comune governa e sbaglia, i cittadini possono mandarlo a casa. Questo con altri modelli non succede». La contrarietà al Cip è motivata sia da ragioni politiche che operative: «Il Cip ha una missione diversa, orientata all’industria. Pratosardo è molto di più: artigianato, servizi, commercio, agroalimentare».

Per gli operatori pesano anche i precedenti. «I trascorsi non sono brillanti e non danno garanzie su una gestione efficace», afferma Mattu che fa notare anche come il tema del peso decisionale in un sistema allargato rischia di tagliare fuori Nuoro. «Al voto nel Cip uno vale uno e Ottana, che ha già venduto le sue aree a privati per il fotovoltaico, peserà come Nuoro. Decideranno per noi». Poi c’è il nodo finanziamenti: «I grandi finanziamenti arrivano al Comune da Europa, Regione e Stato. Il Cip ha solo bisogno del Comune di Nuoro per avere la “patente” per accedere ai finanziamenti importanti. Oggi, senza, gli restano solo le briciole».

Nomine e clima politico

Il confronto si inserisce in un contesto reso più delicato dalle recenti nomine nel Cda del Cip. Pochi giorni prima che i vecchi vertici del Consorzio provinciale comparissero in Tribunale con l’accusa istigazione alla corruzione, falso e turbata libertà del procedimento, e il nuovo corso del Cip parlasse in Comune, è stato nominato il nuovo Cda. Presidente Roberto Cesaraccio, insieme a Lorenzo Sanna, Francesco Manconi, Franco Saba e Teresa Loi.

Sul piano politico, c’è un dato non secondario. Nel 2022, quando il Consiglio votò per l’acquisizione dalla Regione del Consorzio Zir, si espressero contro consiglieri oggi in maggioranza come la vicesindaca Natascia Demurtas e Francesco Guccini accanto a Lisetta Bidoni della minoranza. Questo alimenta interrogativi sulla tenuta dell’attuale assetto politico: il rischio è che il tema della governance di Pratosardo possa diventare un nuovo terreno di frizione interna dopo quello di Sinistra Futura, soprattutto nel momento in cui si dovrà passare dalle dichiarazioni di principio alle scelte operative.

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