Politica

«Nessuna epurazione in FdI, ha solo prevalso il buon senso»  

Il segretario regionale Mura: andiamo avanti col programma 

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Le 18 sono passate da pochissimo quando, nel terzo giorno dopo la batosta al referendum e le epurazioni già consumate di Demastro e Bartolozzi, lascia anche Daniela Santanché. In FdI non finisce solo un braccio di ferro tutto al femminile: a cadere, insieme alla ministra del Turismo non più gradita, è anche la consegna del silenzio imposta ai parlamentari. A Montecitorio, a quel punto, si può intercettare Francesco Mura, deputato e numero uno dei Fratelli d’Italia nell’Isola.

È il vostro momento più nero dal 2022?

«No, non esistono momenti neri: noi siamo un partito e una comunità che non ha paura del confronto con gli elettori. La riforma della giustizia l’avevamo già proposta agli italiani nel 2022, era nel nostro programma elettorale. Democraticamente, adesso, i cittadini hanno deciso di respingerla e ne prendiamo atto».

Avete chiarito di chi è la colpa della sconfitta?

«Non ci sono colpe. Probabilmente l’eccessiva politicizzazione del voto, voluta dal fronte del No, ci ha penalizzato. Peraltro, su una riforma che dicevano di condividere».

Ne è sicuro?

«Sicurissimo. Lo stesso Gratteri ha detto che la giustizia ha bisogno di essere riformata».

Sì, ma su temi diversi come gli organici e i processi da velocizzare.

«Abbiamo la consapevolezza che prima o poi sulla separazione delle carriere andrà aperto il confronto in un clima più sereno».

Meloni non l’ha presa bene questa sconfitta.

«È chiaro che sperava in un esito diverso e le vicende legate alle dimissioni mettono in evidenza che qualcosa, in campagna elettorale, si è sbagliato».

La premier ha detto che non coprirà più chi sbaglia. Condivide?

«Sì, ma non accettiamo lezioni di moralità o di compostezza istituzionale da chi ha dimostrato vicinanza a certi personaggi».

Ripete il pensiero del suo capogruppo Bignami?

«Lo faccio volentieri, visto il livello di scadimento a cui le opposizioni hanno portato il dibattito».

A chi e a cosa si riferisce?

«Dico solo che moralità e rigore sono sempre all’origine della nostra azione politica».

Le dimissioni chieste a Santanchè come le inquadra?

«La presidente ha fatto un invito al buon senso, rispetto all’esito del referendum: ci sono situazioni che creano difficoltà, anche comunicativa, all’azione di governo. Questo è stato il tema di fondo».

Almeno dentro FdI ha vinto Meloni.

«Non c’è mai stata una gara ma la necessità, nonostante nel nostro partito prevalga il principio garantista, di non creare ombre».

Era credibile un Delmastro entrato in società con una 18enne senza essersi informato?

«Non mi risulta che su Delmastro pesi alcuna indagine. Ha semmai dimostrato di venire incontro alle esigenze del momento».

Dopo queste epurazioni cosa succederà?

«Intanto non sono epurazioni, noi non abbiamo il Politburo. Andiamo avanti con il nostro programma e la nostra agenda parlamentare».

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