Viabilità.

Nei marciapiedi tra alberi e trappole 

Mattonelle saltate, ostacoli, voragini: in città è impossibile passeggiare 

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A Oristano si cammina a intermittenza. Non per scelta, ma per necessità. Il percorso pedonale si costruisce a tratti: qualche metro regolare, poi una crepa, un dislivello, un ostacolo. E così via, lungo una città che alterna porzioni curate a segmenti in evidente difficoltà. Il quadro emerge chiaramente attraversando la città.

Il tour

In via Indipendenza, ad esempio, la differenza è plastica: un lato riqualificato, regolare, continuo; l’altro segnato da dislivelli e superfici compromesse. In via XX Settembre il passaggio si restringe fino quasi a scomparire, con un palo della segnaletica collocato al centro del marciapiede. Non è un dettaglio: significa rendere complicato — quando non impossibile — il passaggio a carrozzine, passeggini, persone con mobilità ridotta.

In via Carbonia un buco nel camminamento impone lo slalom. Situazioni analoghe si registrano in via Einaudi, dove le mattonelle sconnesse rendono irregolare il piano di calpestio, in via Taranto e via Gramsci, tra crepe e cedimenti diffusi. In via Tharros, nel pieno centro, il tema non cambia: superfici deteriorate, tratti discontinui, ostacoli che costringono a spostarsi sulla carreggiata altrimenti è alto il rischio di caduta, come è successo giorni fa. Non casi isolati, ma tasselli di uno stesso schema: porzioni di città sistemate accanto ad altre lasciate indietro.

Interpellanza

Il tema è stato portato in Consiglio comunale dal gruppo Oristano al Centro che, con un’interpellanza, ha parlato di «stato di grave degrado» della viabilità urbana, con marciapiedi che «rendono difficoltoso e pericoloso il transito». La replica dell’assessore ai Lavori pubblici, Gianfranco Licheri, in Aula si è però concentrata sulle strade. «Per quanto riguarda la messa in sicurezza delle strade nei quartieri interessati dal Pnrr, che ricordiamo non prevedeva rifacimento degli asfalti, è stato approvato un progetto esecutivo da 318mila euro finanziato tramite mutuo». E ancora: «È stato sottoscritto con la Regione un accordo per un finanziamento di 700mila euro per la risoluzione delle criticità più diffuse della viabilità». Interventi, cifre, programmazione. Ma riferiti alle carreggiate; sui marciapiedi, nessun riferimento. Né in Aula, né successivamente: contattato più volte, l’assessore non ha risposto. Eppure un quadro di interventi esiste già, almeno sulla carta.

“Peba” nel cassetto

A settembre 2025 il Comune si è dotato del Peba, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, che prevede 24 interventi su spazi pubblici — tra piazze, marciapiedi, strade e aree verdi — anche nelle frazioni. Un piano che individua priorità e azioni. Ma che, osservando lo stato attuale, fatica ancora a tradursi in una rete continua e accessibile. Dove si interviene, poi, i risultati non sempre tengono nel tempo.

Erba tra le mattonelle

Nei marciapiedi riqualificati di recente, come nelle nuove piazze del quartiere Sacro Cuore o lungo la passeggiata di Donigala, la vegetazione spontanea cresce rigogliosa tra le mattonelle. Su questo punto l’assessora all’Ambiente, Maria Bonaria Zedda, ha spiegato: «Il direttore dei lavori è stato contattato già la scorsa settimana affinché l’impresa esecutrice adotti misure correttive per risolvere la crescita spontanea dell’erba. Gli uffici comunque monitoreranno affinché la pavimentazione del marciapiede sia ripristinata a brevissimo». Resta così una città a due velocità, tratti dove si può camminare e altrui in cui non inciampare è un’impresa. Le “isole felici” ci sono, ma restano isole.

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