La linea 3 avanza, ma senza fretta. In via Roma, in viale Diaz, in piazza Matteotti: ovunque, dove c’è un cantiere delle linea 3 Repubblica-Matteotti, i lavori procedono a rilento. Pochi operai, dicono alcuni. I ritrovamenti archeologici, dicono altri. Sullo sfondo, forse, qualche problema con le imprese (smentito categoricamente però da Arst). Risultato: i ritardi sono molto più di una banale percezione dei cagliaritani alle prese da cinque anni (e ne occorreranno almeno altri due) con i disagi legati alla «più folle opera pubblica che sia mai stata progettata e si stia realizzando in Sardegna», tuona l’avvocato e consigliere comunale di CiviCa 2024 Giuseppe Farris.
Lo stato
La metro doveva rappresentare il simbolo della mobilità sostenibile del futuro, ma oggi è soprattutto sinonimo di code interminabili, deviazioni e disagi quotidiani. Pierluigi Mannino, capogruppo di FdI in consiglio comunale ha documentato in tre diversi momenti di giugno lo stato di avanzamento dei lavori nel tratto finale del cantiere di viale Diaz. «Un avanzamento a singhiozzo», dice. «Ma quello di viale Diaz non è un episodio. È la regola di quest’opera», aggiunge. «Se il committente fosse un privato, con decine di milioni investiti e una linea strategica ferma per oltre mille giorni, a quest’ora sarebbero già saltate molte teste, a partire dai quadri dirigenziali e dal project management. Nel privato esistono penali che si applicano, responsabili che rispondono, appalti che si rescindono. In Arst esiste la proroga», aggiunge.
«Le erbacce», che crescono in alcuni tratti di cantiere già terminato, come a San Saturnino, gli fa eco Giuseppe Farris, «iniziano a prendere il posto di quella che dovrebbe essere la soluzione della mobilità cittadina. Oggi è tutto fermo: Arst e Comune hanno il dovere di dire ai cittadini quale sia il cronoprogramma reale dei lavori, quante maestranze sono attualmente impiegate e quando la tratta sarà completata. Le erbacce sono il simbolo di un cantiere che trasmette il senso di abbandono e di un'opera che invece di avvicinarsi ai cittadini sembra allontanarsi ogni giorno di più».
Il Comune
«Come amministrazione comunale», afferma Marco Benucci, presidente del Consiglio, «abbiamo il dovere di rappresentare le esigenze della città e per questo chiediamo che vengano messe in campo tutte le soluzioni organizzative necessarie per accelerare l’esecuzione dei lavori, a partire dal rafforzamento delle squadre operative presenti nei cantieri. Opere di questa portata dovrebbero essere realizzate, ove possibile, anche attraverso più turni di lavoro, come avviene in altre realtà. Bologna, per esempio, vive lo stesso problema nel centro storico e in un anno ha realizzato quasi un chilometro. La metropolitana leggera rappresenta un tassello fondamentale», dice ancora, «per questo è indispensabile che il cantiere proceda nel rispetto dei tempi o, possibilmente, con un’accelerazione».
Le rassicurazioni
La questione riguarda anche il coordinamento tra Comune, Regione, Arst. Più volte negli ultimi mesi sono emerse difficoltà legate all’organizzazione dei cantieri (vedi l’apertura di quello in via Roma durante l’America’s Cup che il Comune avrebbe voluto differire rispetto alla manifestazione e che invece la Regione, per ragioni di contabilità, ha imposto subito). Ma per chi ogni giorno resta intrappolato nel traffico (succedeva anche ieri a metà mattina), le spiegazioni tecniche non bastano più. Il direttore generale di Arst Carlo Poledrini rassicura, però, sullo stato di avanzamento dei lavori. Smentisce le voci di chi parla di un problema con le imprese. «Non si rilevano particolari problemi», assicura. Ammette che i ritrovamenti archeologici hanno invece «comportato e comportano un rallentamento nell'avanzamento dei lavori, proprio dovuto alle attività degli archeologi». Un problema esterno, «il rinvenimento di una interferenza dell’Enel» è invece causa del ritardo in viale Diaz. La buona notizia è che in viale Cimitero e piazza Calcutta, conclude Poledrini, «le attività di cantiere sono completate, per cui si procede alla bitumatura della corsia del trasporto pubblico locale. In piazza Calcutta sono in fase di riavvio le attività che riguardano la vasca di laminazione».
(1 – continua)
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