Due specialisti (una a mezzo servizio) per coprire tutti i turni del Pronto soccorso di Tempio (presidio con una media di 50 accessi al giorno e punte di ottanta accessi nel periodo estivo). Senza gettonisti il servizio delle emergenze del Paolo Dettori (l’ospedale dell’Alta Gallura) da oggi è avviato a una situazione al limite della legalità con la possibilità, tutt’altro che teorica, della chiusura per mancanza di operatori.
I medici in servizio (il responsabile del reparto, Nicola Tondini, e la collega Franca Pischedda) in teoria dovrebbero sobbarcarsi turni extra per tenere la barca a galla, si parla di decine di ore in più al mese. Stando a indiscrezioni da oggi al dieci luglio ci sarebbero già turni scoperti e i primi, drammatici, problemi ci saranno nel prossimo fine settimana.
Il Pronto soccorso di Tempio di fatto era tenuto in piedi dai medici a gettone, ora gli specialisti dell’agenzia interinale sono fuori gioco. Ieri ci sarebbero state frenetiche interlocuzioni tra i vertici della Asl di Olbia e i dirigenti responsabili del Paolo Dettori. Stando al poco che trapela dall’ospedale (la Asl di Olbia ha imposto il silenzio al personale sanitario) la parola d’ordine è “Tempio non si chiude”. Allo stesso tempo, però, il Paolo Dettori dopo la fine dell’esperienza dei gettonisti, non ha avuto alcun rinforzo per il Pronto soccorso, anzi la specialista Paola Pischedda è costretta a coprire dei turni anche a Olbia. L’assessorato alla Sanità ha utilizzato tutti i medici arrivati in Gallura a Olbia, per il Pronto soccorso del Giovanni Paolo II che, in effetti, è quello che sopporta il carico maggiore di lavoro. Il problema è che gli specialisti del Paolo Dettori sono stati lasciati soli, di fatto è stata scaricata su di loro la situazione, in tutta la sua drammaticità. I due medici rimasti a Tempio sanno anche che, in caso di sforamento del monte ore massimo consentito dalla legge, non sono più coperti dall’assicurazione per rischio professionale.
La Asl starebbe valutando la possibilità di ordini di servizio per utilizzare in Ps i medici (comandati) di altri reparti del Paolo Dettori, scelta che porterebbe a un inevitabile scontro con gli specialisti che non intendono ricoprire incarichi ritenuti non compatibili con i loro titoli.
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