«Cala Finanza non si tocca. A Cala Finanza si giocano le sorti della Sardegna intera. È una battaglia di tutto il popolo sardo e per la difesa dell’intero litorale dell’Isola»: il movimento indipendentista Liberu sarà uno dei gruppi di testa della manifestazione di questa mattina nella splendida caletta di Porto San Paolo.
Sono attese migliaia di persone, una variegata e variopinta galassia di gruppi e associazioni e gruppi ambientalisti e indipendentisti che non vogliono il progetto sardo brasiliano di Punta Greca e Cala Finanza. Sono operativi i componenti del comitato Sos Cala Finanza, attivi anche su Change.org con una raccolta firme che ha superato quota 100mila. Liberu ha spiegato il senso del sit-in con una nota: «Da quando meritoriamente il Grig, Gruppo di Intervento Giuridico, ha portato il problema all’attenzione dell’opinione pubblica, un comitato di cittadini di Loiri si è subito attivato per sostenere la battaglia in difesa del loro territorio, con diverse iniziative, campagne informative, petizioni online che hanno superato le centomila adesioni. A permettere questo scempio ci pensa lo strumento statale del Zes (Zone Economiche Speciali), inaugurato dal governo Meloni, che col pretesto di creare “sviluppo” non solo permette, ma addirittura sostiene economicamente un progetto che prevede un complesso turistico extra lusso con un hotel a cinque stelle, ventisei enormi ville, un campo da golf da 18 buche, un porticciolo e anche un eliporto. Il tutto in piena Area marina protetta e scavalcando bellamente il Ppr della Regione Sardegna e la sua esclusività in materia urbanistica».
Si sono schierati contro il progetto di Cala Finanza, oltre al Grig, anche il Wwf, Italia Nosta e Legambiente. Il Gruppo di Intervento giuridico si è costituito in giudizio davanti al Tar, insieme alla Regione, per rimettere in discussione la Zes unica. Le associazioni che hanno già preso posizione saranno presenti oggi a Cala Finanza a partire dalle 10, insieme anche a molti amministratori pubblici. La Questura di Sassari ha imposto il divieto di cortei sulla Statale 125 per ragioni di sicurezza. Il Gruppo tutela del Territorio sardo ha organizzato anche una chat passaggi per permettere al maggior numero di persone di raggiungere il punto del sit in.
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