Nessuna proroga per i medici a gettone. Lo ha chiarito ieri in una nota la Regione: «Il ricorso a tale strumento cesserà inderogabilmente il prossimo 30 giugno 2026, in conformità a quanto previsto dall’articolo 10 del Decreto legge n. 34 del 2023». È stata la direzione generale della Sanità a comunicare alle Asl la conclusione del contratto per l’affidamento del servizio di gestione delle attività di pronto soccorso con guardia medica attiva. La dg ha chiarito «di non essere nella possibilità di procedere a eventuali proroghe del contratto» che, conseguentemente, verrà a scadenza alla data stabilita. Eppure, qualche giorno fa, era stata la stessa presidente della Regione e assessora ad interim Alessandra Todde ad annunciare che «se necessario per garantire i servizi essenziali durante l'estate, useremo un'ordinanza per prorogare i gettonisti nei pronto soccorso in sofferenza».
Polemica
Intanto, monta la polemica sulle trasferte del direttore generale della Sanità Thomas Schael. A far scoppiare il caso, dopo una richiesta di accesso agli atti, è il vicecapogruppo di FdI Fausto Piga. Che, con dati alla mano, ha potuto fare i confronti con i predecessori del dg nominato nello scorso mese di febbraio. «Apparentemente tutto regolare, ma il raffronto non passa inosservato – spiega in una nota - Schael in poco più di tre mesi ha richiesto rimborsi viaggio, vitto e pernottamenti per trasferte pari a quanto hanno chiesto negli ultimi sette anni i suoi predecessori». Per esempio, «Marcello Tidore (dg della Sanità nella Giunta Solinas ndr.) in 32 mesi ha effettuato quattro trasferte per complessivi 793,71 euro di rimborso, a Schael in poco più di 100 giorni di incarico sono stati riconosciuti 2.309,83 euro per complessive 11 trasferte».
Secondo Piga «a colpire è anche l’inizio e la fine delle trasferte: per Schael si contano 18 notti fuori Sardegna in poco più di 100 giorni, generalmente tra il martedì e giovedì, a differenza dei suoi predecessori soliti a far ritorno in giornata anche in caso di trasferte continentali». Ora, chiede il consigliere, «che risultati concreti hanno portato queste trasferte?». Infine: «Qualche videoconferenza in più potrebbe essere d’aiuto per stare più in Sardegna e meno in giro».
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