È in pieno svolgimento la campagna fitosanitaria annuale contro i lepidotteri defogliatori della sughera, avviata il 2 maggio e coordinata da Agris Sardegna, su richiesta dell’Assessorato all’Ambiente. Ad oggi sono già stati trattati oltre 16.000 ettari di sugherete in quattro aree dell’isola. Mobilitati quattro elicotteri che domani sorvoleranno le sugherete nelle campagne di Sinnai e Burcei (circa 2.000 ettari), con base a Campu Omu. Seguirà l’area di Sant’Antonio di Gallura e Calangianus per completare i 30mila ettari programmati, a fronte di una superficie a rischio, stimata da Agris e Università di Sassari, in 40mila ettari.
Il pericolo
Le sugherete sono interessate da infestazioni crescenti di Lymantria dispar, Malacosoma neustria e Tortrix viridana , i cui bruchi provocano in primavera estese defogliazioni, con effetti sulla vitalità delle piante e sulla produzione di sughero.
I comuni coinvolti nel piano di fitosanitario sono diciassette: Sant’Antonio di Gallura, Calangianus, Telti, Berchidda, Monti, Villanova Monteleone, Putifigari, Ittiri, Bosa, Montresta, Abbasanta, Norbello, Aidomaggiore, Santu Lussurgiu, Iglesias, Sinnai e Burcei.
I trattamenti sono stati già eseguiti nel giorni a Berchidda, Monti,Telti (9.600 ettari), Putifigari,Villanova Monteleone e Ittiri (4mila ettari), Abbasanta (2.400 ettari). A Iglesias si interverrà oggi su altri 2.400 ettari.
Strategia
Su proposta dell’assessora all’Ambiente Rosanna Laconi, la Giunta ha dichiarato per il terzo anno lo stato di emergenza fitosanitaria. Con successivo provvedimento, sono stati stanziati 2 milioni e 350mila euro.
«Siamo al terzo anno di lotta attiva, con risultati che confermano la validità della strategia», ha detto l’assessora Rosanna Laconi. «Le sugherete sono un asset strategico per la Sardegna sotto il profilo ambientale, economico e identitario. La loro tutela, è un impegno inderogabile per la Regione».
I rilievi della rete “Dimomed” collocavano Sinnai e Burcei tra le zone più a rischio del cagliaritano. «Intervenire al momento giusto del ciclo larvale – ha aggiunto l’assessora – è determinante: il monitoraggio permanente è il presupposto scientifico di ogni nostra decisione operativa».
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