gli esami

Maturità, sardi delusi: «Non c’era Deledda» 

Ieri lo scritto di italiano: a Cagliari pareri discordi sui temi proposti 

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Tradizione confermata su tutti i fronti: con la notte prima degli esami trascorsa a cantare fuori dalle scuole l’intramontabile Venditti e le previsioni del toto-traccia palesemente saltate. Si aspettavano Grazia Deledda, l’intelligenza artificiale, D’Annunzio e gli ottant’anni della Repubblica, ma il Ministero ha stracciato ogni pronostico per il primo scritto: il tema, che ha fatto partire ufficialmente la corsa alla Maturità per oltre mezzo milione di studenti italiani, e poco più di dodicimila in Sardegna. Superata la sorpresa iniziale eccoli uscire comunque sorridenti dai licei e gli istituti tecnici di Cagliari, col dizionario in mano e la mente già proiettata alla seconda prova di oggi, diversa in base all’indirizzo di studio, la più temuta. Così ci si attrezza - studio a parte - con portafortuna e persino ricorrendo al rosario della nonna. Perché la fede aiuta, magari anche agli esami.

Sorrisi e delusione

Undici minuti dopo mezzogiorno il cancello verde del Dettori si spalanca: è Nikolas Mureddu, di Sestu, sezione D, il primo a respirare la libertà e il caldo feroce. Sorride: «È andata abbastanza bene, in realtà non ho trovato nulla di ciò che aspettavo, avrei scommesso sull’intelligenza artificiale». Ha ripiegato sulla traccia C2, tema d’attualità, e azzeccatissimo: la fatica. Quella del giornalista Mario Calabresi, tratta dal suo libro Alzarsi all’alba. “La fatica è un motore che ti fa conquistare le cose”, e loro ci sperano e faticano davvero. Mentre esultano per il latino scelto per oggi e invocano gli autori preferiti senza troppe illusioni dato il flop con lo scritto d’italiano.

Tre minuti dopo è la volta di Riccardo Poledrini: «Ho scelto la traccia sulla fatica, ci ho messo poco, il problema sarà domani (oggi, ndr ). Certo, la versione richiederà più tempo. Spero in Cesare, che è bello semplice». La terza uscita è in rosa, con Viola Crognaletti, originaria di Milano, che non nasconde un pizzico di delusione: «Brancati e Pavese non li avevamo fatti, mi aspettavo Deledda e avevo studiato tantissimo. Immaginavo anche Pirandello e D’annunzio, ma ho dovuto puntare sulla B2, la creatività della ricerca scientifica. Ho cercato di fare più collegamenti possibili, speriamo bene». Spera anche che per la versione non esca Tacito.

Portafortuna

Mancano tre minuti alle 13. “Esami di Stato, non è consentito l’accesso al pubblico e agli esterni”, si legge all’ingresso del Pacinotti, mentre le bandiere sventolano spinte dal santo maestrale. «Penso sia andata abbastanza bene, ho trovato almeno tre tracce interessanti. Ho scelto il tema sulla memoria», racconta Miassar Jaradat, che conferma la sorpresa dei compagni del classico per le previsioni saltate. «Pensavo uscissero l’intelligenza artificiale o Grazia Deledda, sono rimasta inizialmente sconvolta, poi piano piano ho letto bene tutto senza farmi prendere dal panico ed è andata».

Magari hanno aiutato gli amuleti propiziatori che mostra sorridente: una croce al collo, che racconta d’aver portato per tutto l’anno scolastico, e il bracciale di Santa Rita, «la mia santa protettrice, oggi mi ha portato fortuna, speriamo mi aiuti anche con matematica». Spopola la traccia sulla fatica, l’ha scelta Vittorio Zaccheddu, che dalla sua ha pure la nonna che ieri ha recitato il rosario: «Mi aspettavo argomenti diversi, ma alla fine non erano tracce difficili». Chiederà il suo aiuto anche per oggi. Vittoria Salfi ha scelto il confine tra generazioni: «Si parlava degli adulti che vogliono quasi tornare giovani, io ho detto che anche molti giovani hanno fretta di crescere. Erano tutte tracce proiettate sul rapporto uomo-natura, contrariamente a ciò che pensavamo di trovare».

Obiettivo diploma

Al Meucci sembrano tutti di fretta e non è che i sorrisi abbondino tra gli studenti: «Dai, è andata bene, le tracce erano un po’ sfasate e pensavamo peggio», taglia corto Matteo Cocco, di Sinnai, che dice di aver dormito bene, ma teme lo scritto di oggi mentre «agli orali possiamo vaneggiarcela un po’ di più». E c’è anche chi torna tra i banchi dopo una lunga assenza: come Michael Stefano Zucca , 34 anni, operatore telefonico che si occupa di assistenza tecnica, studente delle serali: «Mi sono voluto iscrivere perché mi mancava solo un anno, ed era un desiderio che avevo da tempo». E oggi c’è il secondo scritto.

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