Per sostenere il sistema produttivo dell’Isola la Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Programmazione Giuseppe Meloni, ha approvato la rimodulazione delle risorse del Fondo regionale di garanzia per le Pmi e l'attivazione di nuovi strumenti finanziari. L’intervento mobilita 244,8 milioni di euro destinati a nuove linee di intervento per l’erogazione di prestiti e la concessione di garanzie, e alla costituzione della Sezione speciale della Sardegna nel Fondo centrale di garanzia per le Pmi. L’obiettivo è supportare le imprese negli investimenti, nell’innovazione e nell’accesso al credito e alla finanza complementare, in una fase economica segnata da crescenti incertezze internazionali e da una maggiore prudenza del sistema bancario.
Oggi il Fondo ha una dotazione di 214,8 milioni di euro, di questi, 48 milioni restano accantonati per coprire gli impegni già assunti, mentre la restante parte è assegnata a nuovi strumenti. La gestione delle risorse – spiega una nota – continuerà a essere affidata alla Sfirs. «Vogliamo sostenere chi investe e crea occupazione, dando opportunità certe rispetto alle esigenze di liquidità, accesso al credito e finanza complementare che emergono dal sistema produttivo», sottolinea l’assessore. La quota più consistente delle risorse, 80 milioni di euro, sarà destinata a supportare grandi investimenti e interventi infrastrutturali di rilevanza strategica per la Sardegna.
Intanto proseguono le audizioni in commissione in vista della variazione di bilancio. «Chiediamo il fondo unico per il funzionamento delle province, servono 50 milioni di euro», dice Mauro Usai, presidente dell’Unione delle province sarde della Provincia del Sulcis Iglesiente.
«Le audizioni ci hanno consegnato un messaggio chiaro: la Sardegna ha bisogno di investimenti, programmazione e risorse. La vertenza entrate da 1,4 miliardi di euro rappresenta una delle principali leve di sviluppo per l’Isola e una sfida che non possiamo permetterci di perdere», dice Alessandro Solinas, presidente della terza Commissione. «Le audizioni hanno dimostrato ancora una volta quanto sia importante ascoltare il territorio prima di assumere le decisioni finali. È da questo confronto che nasce una manovra più forte e più vicina alle esigenze reali della Sardegna».
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