Il caso.

Il sindaco intima l’autoguarigione 

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L'ordinanza firmata dal riconfermato sindaco di Norbello, Matteo Manca, come si legge nel documento, ha natura “provocatoria e simbolica”, ma l’effetto è stato immediato: riaccendere l’attenzione sulla mancanza del medico di famiglia nel paese. In pratica, il primo cittadino «impone ai norbellesi l’obbligo di autoguarigione in caso di malattia». Una misura estrema, nata per denunciare l’insanabile contraddizione tra il diritto alla salute garantito dalla Costituzione e l’assenza di servizi sanitari territoriali essenziali.

Il testo dell'ordinanza è volutamente paradossale. «Tutti i cittadini residenti nel Comune di Norbello che dovessero ammalarsi sono tenuti a guarire autonomamente nel più breve tempo possibile», si legge nell’atto sindacale diffuso ieri. «Invitiamo i soggetti interessati a porre in essere ogni utile iniziativa finalizzata al ripristino spontaneo della salute – scrive il sindaco – con particolare riguardo alla buona volontà, al pensiero positivo, alla resistenza fisica e morale e all’eventuale ricorso alla fortuna». Segue un ulteriore passaggio che accentua il tono ironico e drammatico insieme: «È inoltre stabilito il divieto ai cittadini di aggravare le proprie condizioni cliniche in assenza di preventiva disponibilità di un medico. Le modalità operative della guarigione - fa notare Manca nell’ordinanza - sono rimesse all’autonoma organizzazione del cittadino stesso».

Dietro la provocazione, però, c’è una denuncia reale e profonda. «Le stiamo provando tutte, ma non ci ascolta nessuno», afferma Matteo Manca. «È una provocazione che mandiamo a tutti gli organi: Regione, Governo, Prefetto. Questa situazione non può continuare». Il sindaco sottolinea che il Comune ha già tentato di arginare la grave carenza sanitaria con atti concreti. «Ad aprile - scrive Manca - la Giunta ha stanziato fondi per allestire un ambulatorio e garantire l’alloggio a un medico di medicina generale disposto ad accettare l’incarico. Abbiamo notificato formalmente la disponibilità alla Regione, all’Asl di Oristano e alla Provincia di Oristano». Nonostante gli sforzi, però, nessuna risposta concreta è arrivata e non ha prodotto neppure gli effetti sperati la partecipazione ad un programma televisivo nazionale dove sindaco, amministratori e cittadini avevano messo in luce i disagi dalla piazza della Parrocchia.

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