Il dibattito.

«Marino, un’opera d’arte restituita alla città» 

Il recupero della Colonia Dux esaminato nei “Seminari sull’Arte della Manutenzione” 

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La foto che in sala ruba la scena è «il telaio» del vecchio ospedale Marino. «La maglia strutturale», la chiama con il termine suo, da tecnico, Fausto Mistretta, il professore di Tecnica delle costruzioni che ieri, nella sede storica de L’Unione Sarda, in viale Regina Elena 14, ha illustrato lo stato della struttura, come emerge dai lavori in corso al Poetto per il recupero della Colonia Dux. La casa estiva dei bambini, progettata e mai conclusa da Ubaldo Badas (1904-1985), diventata ospedale Marino nel secondo Dopoguerra e abbandonata dalla fine degli anni Ottanta, è pronta a diventare una struttura alberghiera.

Nuovo appuntamento

Quell’immagine, che svela le forme originarie dell’architettura modernista lasciata in eredità sul mare di Cagliari, ha aperto la seconda giornata dei “Seminari sull’Arte della Manutenzione”, evento a quattro mani tra Diana Zuncheddu e Maria Antonietta Mongiu. Presidente del Cda di Colonia Hotel la prima, la professoressa la seconda, responsabile scientifica del progetto di recupero. La società ha vinto a novembre del 2021 il bando della Regione. I lavori sono iniziati da poco, al termine di un lunghissimo iter autorizzativo che «restituisce alla città un’opera d’arte», ha detto Franco Masala, storico dell’architettura, altro protagonista dell’appuntamento voluto da Zuncheddu e Mongiu «per dialogare con Cagliari sulla manutenzione e riqualificazione del patrimonio pubblico».

Il confronto

Proprio nei giorni scorsi, sulla scia degli spunti offerti dai “Seminari sull’Arte della Manutenzione”, Vittorio Pelligra, professore di Politica economica dell’Università di Cagliari, in un post su Facebook ha tematizzato sulla riconversione alberghiera, di fatto scelta dal Demanio, rispettando la sua iniziale destinazione, perché «un bene – ha scritto il docente – può restare formalmente pubblico e diventare, nei fatti, accessibile solo a chi può permetterselo». Da qui il ringraziamento a cui hanno risposto sia Mongiu che Zuncheddu, perché il docente ha aperto un dibattito pubblico. L’antichista a Pelligra ha bonariamente sottolineato un aspetto: «La Sardegna è la regione italiana con il più grande patrimonio demaniale in Italia. Ma non sarebbe onesto non riconoscere che il pubblico non ha le risorse per gestire tutto. Per riqualificare e manutenere. Ci vogliono un sacco di soldi». Mongiu ha riconosciuto a Pelligra «il merito di aver aperto il confronto su un intervento che riqualifica un pezzo di litorale a vantaggio della collettività e con risorse private». Una parte, quest’ultima, che «si fa carico dell’etica del recupero e si tratta di un altro merito a cui ugualmente va dato atto».

Lavori in corso

Sul punto, ovvero gli oneri in capo alla società che ha vinto il bando del 2021, Diana Zuncheddu ha detto: «La Colonia Hotel che io presiedo paga, sin dal 2022, un canone per l’occupazione del demanio. A oggi sono stati versati 906.466,77 euro, malgrado questi anni siano stati solo di avvicinamento ai lavori. Ma era una condizione della gara e adesso speriamo di andare veloci per aprire l’hotel il prossimo anno». L’imprenditrice ha ricordato che «la proprietà della Colonia Dux, anche a recupero finito, resta pubblica».

L’omaggio

L’appuntamento di ieri è stato un altro omaggio a Badas, l’architetto modernista senza laurea, celebrato una sera di più per la capacità di «modellare il calcestruzzo». In cima al vecchio Marino «c’è un velettone – ha spiegato Mistretta con l’immagine davanti –: sono travi a sbalzo sopra il solaio a cui Badas ha dato resistenza solo dove serviva». Una magia. A cui forse da oggi, passeggiando davanti al recupero della Colonia Dux, da passanti curiosi si potrà prestare un’attenzione nuova.

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