Ambiente

Mari Pintau resta libera, niente numero chiuso nella “spiaggia-gioiello” 

Non ci sono i tempi per il provvedimento Ipotesi bus per evitare la sosta selvaggia 

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Sarebbe dovuta essere l’estate dei cambiamenti invece, ormai è quasi certo, in questo 2026 non entrerà in vigore il numero chiuso nella spiaggia di Mari Pintau, la perla del litorale di Quartu.

Slitta tutto

Lungaggini burocratiche ritardano il provvedimento, con grande gioia dei bagnanti che anche quest’estate potranno fruire della spiaggia senza alcun limite. Spiaggia che però resta anche senza servizi: la proprietà che aveva sistemato ormai 15 anni fa, pedane sul mare con ombrelloni, lettini, punto ristoro e servizi igienici ha demolito le strutture come imposto di recente da un’ordinanza del Tar, per presunti abusi.

Il nodo e l’ipotesi bus

Sul numero chiuso, il vice sindaco e assessore all’Ambiente del Comune di Quartu Tore Sanna spiega: «È allo studio il piano di gestione che dovrà essere approvato dalla Regione, speriamo entro all’anno. Senza questo non è possibile prevedere un numero chiuso nella spiaggia di Mari Pintau». Per evitare però il grande afflusso di auto nella zona il Comune è già corso ai ripari. «Stiamo interloquendo con il Ctm», aggiunge Sanna, «per attivare una linea di collegamento dalla città alla spiaggia di Mari Pintau e alleggerire così il traffico».

Sosta selvaggia

E soprattutto per evitare la sosta selvaggia che ogni anno ingolfa la provinciale e che ha come conseguenza una raffica di multe. Per assicurarsi un posto in spiaggia infatti le auto vengono lasciate ai bordi della litoranea e anche in curva ostacolando la visuale e con grave rischio di incidenti. Tanto che i controlli dei vigili e le sanzioni nei mesi estivi sono all’ordine del giorno. Ora si dovrà vedere se la soluzioni dei bus navetta sarà praticabile.

Anche se in realtà il numero chiuso servirebbe non solo a risolvere il problema del traffico sulla litoranea ma anche e soprattutto a salvaguardare un gioiello naturalistico com’è Mari Pintau.

Il contenzioso

Tornando al problema dei servizi c’è da dire che alcune irregolarità erano state sistemate, mentre per altre, rimanevano le contestazioni. Che riguardavano il chiosco-bar, le pedane e i bagni. In pratica le autorizzazioni per l’allestimento di chioschi, stabilimento e quant’altro, stando alle ordinanze comunali, erano stagionali: una volta finita l’estate tutto doveva essere smontato.

Le demolizioni

«Abbiamo dovuto demolire» spiega l’amministratore della proprietà Cala Regina srl Giampaolo Marasutti, «avevamo anche chiesto di aspettare qualche mese per non lasciare Mari Pintau e Is Canaleddus privi di servizi nel periodo estivo, ma purtroppo non c’è stato niente da fare».

Il dispiacere, aggiunge Marasutti, «è enorme e in queste condizioni non crediamo che Mari Pintau, senza alcun servizio potrà avere ancora la bandiera blu. Adesso faremo ricorso al Consiglio di Stato e se questo ci darà ragione chiederemo conto al Comune».

Già in precedenza la proprietà aveva ribadito di avere sempre fatto tutto, «secondo autorizzazioni che sono ancora valide e infatti eravamo lì da quindici anni».

Tutto il procedimento era partito dalla richiesta di accertamenti da parte della Regione a seguito di alcune segnalazioni sulle situazioni nel litorale. I presunti abusi riguardavano anche la zona di Is Canaleddus. Le opere contestate si estendevano su una superficie di circa 1.005 metri quadrati in località “Murtaucci, e circa 179 metri quadrati per le opere realizzate in località “Sa Traia”.

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