Roma.

L’ultimo abbraccio  a Emma Bonino, il ricordo delle sue lotte 

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Roma. Un funerale di Stato, laico e politico, nel quale le battaglie di Emma Bonino sono tornate al centro della scena: dagli Stati Uniti d’Europa alla legge sul fine vita, dal sostegno all’Ucraina alla difesa della Corte penale internazionale, fino a una gestione dei flussi migratori orientata a «salvare vite umane». Le esequie si sono svolte nella Protomoteca del Campidoglio, alla presenza del presidente Sergio Mattarella, della premier Giorgia Meloni, delle alte cariche dello Stato e di esponenti politici di ogni schieramento, insieme a diverse generazioni di radicali.

Accanto al feretro, avvolto nella bandiera europea, si sono susseguiti i ricordi di collaboratori e protagonisti della politica italiana. Carla Taibi l’ha descritta come «tenace e testarda, precisa, esigente ed intransigente», una donna che «non si arrendeva davvero mai». Filomena Gallo ha ricordato il suo impegno per la Corte penale internazionale, mentre il leader di Più Europa Riccardo Magi ha indicato le priorità da raccogliere: «Il modo migliore di ricordarla è continuare a lottare per le cose che lei voleva fare», a partire dall’Europa, dal fine vita e dalla difesa della Cpi.

Romano Prodi ha sottolineato il «legame inscindibile fra il destino italiano e quello europeo», mentre Enrico Letta ha ricordato l’impegno di Bonino per Mare Nostrum, «per dire no a un Mediterraneo che diventasse mare di morte», e per l’Ucraina.

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