Parigi. L’ultimo 14 luglio di Emmanuel Macron da presidente si trasforma in un omaggio a Kiev e al suo leader Voldymyr Zelensky, tra gli applausi della folla e dei leader dei Volenterosi presenti alla tradizionale parata sugli Champs-Elysees, lungo cui sfila anche un gruppetto di soldati ucraini. «Sono fiero della loro presenza, è un segno di fratellanza, coraggio e destino condiviso», afferma l’inquilino dell’Eliseo. Una celebrazione quella di quest’anno consacrata proprio alla necessità di sostenere Kiev fino in fondo e a quello che è stato definito il «risveglio strategico europeo». Lungo quello che viene considerato uno dei viali più belli al mondo, per la prima volta hanno sfilato 500 militari appartenenti a 35 Stati della cosiddetta coalizione dei Volenterosi, al fianco dei 25 militari ucraini. Un forte simbolo di unità e una dimostrazione di forza rivolta in primis a Mosca e a Vladimir Putin, a cui si chiede il cessate il fuoco dopo quasi cinque anni di guerra. In tribuna, al riparo dal sole, venticinque capi di Stato e di governo. Per l’Italia presente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per l’ultima volta dopo dieci anni da titolare dell’Eliseo, Macron ha disceso i Campi Elisi a bordo della storica “Command-Car”, davanti allo sguardo di circa 50.000 spettatori.
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