La Fifa.

L’Uefa conferma il «no» a Infantino 

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Gianni Infantino assicura ai suoi collaboratori che non ha alcuna intenzione di lasciare, ma le scuse ribadite per il caso del piano di privatizzazione del Mondiale non bastano alla Uefa: «Il boicottaggio delle competizioni Fifa resta», dice l’Europa. «Non è cambiato nulla: non c’è più alcuna fiducia in Infantino». Nella saga della crisi Fifa, il summit di Rabat è servito alla governance del calcio mondiale per compattarsi intorno al presidente scosso – ma determinato a non lasciarsi abbattere – dalla bufera scatenata dal progetto di apertura a investitori privati tramite una società creata ad hoc, la Fifa Forward Enterprise (FFE). Ai suoi più stretti collaboratori avrebbe assicurato di non volersi dimettere, inoltre ha avuto segnali positivi dall’Africa. Ma non dal resto del mondo, perché oltre a Uefa (Europa), Concacaf (Nord, Centro America e Caraibi) e Afc (Asia) ora si smarca anche la federazione sudamericana, la Conmebol: «Alla luce degli eventi che hanno interessato la famiglia del calcio, esprimiamo la nostra preoccupazione per le ripetute azioni unilaterali intraprese senza ricorrere al dialogo o ai meccanismi istituzionali. Il calcio appartiene a tutti». E, stando al Guardian, nel 2020 Infantino avrebbe avviato trattative con gli organizzatori della Superlega per portarla sotto l’egida Fifa e affossare la Champions League.

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