Un’associazione per ridare entusiasmo al quartiere di Sant’Avendrace. Da giorni la parrocchia ha aperto le iscrizioni all’Oratorio Sant’Avendrace, nato dal desiderio di ridare centralità e vitalità al rione. «Era un progetto a cui teneva molto anche don Alessandro Simula. Appena abbiamo intravisto uno spiraglio, abbiamo coinvolto una dozzina di persone e deciso di registrarci come associazione», spiega il presidente Antonio Vanali.
Il pensiero corre al passato, quando il cortile dell’oratorio era animato da attività ludico-sportive e da famiglie che si ritrovavano nel giardino. «Tempo fa il cortile era luogo di aggregazione: c’erano le panchine, le mamme portavano i bambini a giocare anche utilizzando le biciclette», sottolinea il presidente. «Pensiamo alla valorizzazione dei beni culturali, al culto del patrono Sant’Avendrace e alla vita culturale del quartiere. Non nasciamo per scopi esclusivamente ecclesiastici: siamo aperti a tutte le possibilità che la società e il territorio ci offrono. L’associazione è aperta a tutti. Non è riservata solo ai parrocchiani. L’idea è riportare questo spazio a essere ciò che era: un riferimento per tante persone».
Don Simula, parroco di Sant’Avendrace, sottolinea come la neonata associazione possa essere un’occasione per la comunità: «Il quartiere soffre da tempo di una perdita di identità, tra gli anni ‘80 e inizio 2000 era un motore ricco di iniziative. Il quartiere ha bisogno di risvegliarsi dalla sua decadenza e diventare un’occasione di nuove possibilità. Siamo pieni di siti archeologici proprio perché la città è nata qui. Il mio è un caldo invito a partecipare. Si parla sempre e troppo dei problemi del rione: questa è un’occasione per poter contribuire e fare qualcosa».
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