Eccellenza.

L’Olbia nel caos attende segnali sul suo futuro 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Olbia. Che il sindaco di Olbia Settimo Nizzi abbia chiesto all’Olbia Calcio la restituzione delle chiavi del Bruno Nespoli, in stato di totale abbandono, e che la società non abbia provato a rassicurare il primo cittadino che si sarebbe occupata della manutenzione dello stadio, è un pessimo indizio, interpretato da molti come un segno di resa.

L’altro dettaglio inquietante è legato al sito ufficiale dell’Olbia Calcio, che, a ieri, non era accessibile. Il dominio è scaduto: evidentemente, nessuno si è preso la briga di rinnovarlo. Dal termine della stagione, chiusa tre settimane fa con la retrocessione in Eccellenza, le uniche dichiarazioni le ha rilasciate il direttore tecnico dei bianchi Ninni Corda, parlando di ripescaggio in Serie D e di ristrutturazione del debito, ma stando così le cose, con una proprietà (la Prosoccer) assente e senza risorse finanziarie, o cambia la proprietà, o il club gallurese è destinato al fallimento.

Corda ha anche detto che ci sarebbero potute essere novità, in termini di nuovi investitori, entro la fine di maggio. Invece, a ieri, le novità erano pari a zero. A ben vedere, il degrado del Nespoli non è che lo specchio della crisi dell’Olbia. Nell’ultima seduta del consiglio comunale Nizzi ha annunciato che per utilizzare lo stadio, da ora in poi, servirà una fideiussione. Nel frattempo il Comune si occuperà della manutenzione, e in città avanza l’ipotesi che il prossimo inquilino potrebbe essere il Tavolara, neopromosso in Prima categoria.

Entro il 30 giugno la Prosoccer, che a gennaio si è impegnata ad acquistare l’Olbia a rate dalla SwissPro, dovrà pagare una prima tranche di 125mila euro, altrimenti dovrà versare entro 15 giorni l’intera cifra pattuita per il passaggio di proprietà di 650mila euro (alla firma è stato dato un acconto di 50mila euro). Se ciò non dovesse poi avvenire, l’Olbia tornerà alla SwissPro, che difficilmente, e a maggior ragione a stagione iniziata, potrà salvare il club, pesantemente indebitato e alle prese con le cause legali presentate da ex dipendenti, tesserati e fornitori per recuperare i loro soldi.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI