Il reportage.

Lo spettacolo colorato di Molentargius 

Migliaia di fenicotteri e i loro piccoli attrazione turistica nella laguna del parco 

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Come quasi ogni anno dal lontano 1993, nel Parco naturale del Molentargius migliaia di pulli di fenicottero rosa spalancano gli occhi sul mondo per la prima volta. Un mare di piume che sfuma dal rosa acceso degli adulti al grigio polvere dei nuovi nati, in movimento continuo, all’unisono. Il silenzio dell’estate cagliaritana viene così spezzato dai richiami dei piccoli mentre il Bellarosa Maggiore diventa ancora una volta il teatro di una nuova stagione di vita.

La nidificazione

«Una nidificazione un po’ anomala quella di quest’anno – spiega Luisanna Massa, biologa responsabile del settore ambiente del parco –. È iniziata a fine marzo ma i livelli degli stagni, molto alti per le piogge intense, hanno ritardato l’insediamento delle coppie». L’acqua ha ristretto gli spazi e modificato i ritmi. «Hanno iniziato prima nell’argine nuovo e poi, solo un mese dopo, nell’argine di Quartu». Nel frattempo diversi tentativi nell’anello centrale delle saline non sono andati a buon fine. Ne è uscita una colonia disallineata, con tempi di crescita molto diversi. «C’erano pulcini ancora nel nido e altri già grandi che si riunivano negli “asili”. Non era mai successo prima, non con una differenza di età così marcata tra i nuovi nati».

Ora i piccoli sono confluiti in due grandi asili, visibili da via Mercalli: un mosaico in movimento dove al traffico dell’Asse mediano si sovrappone il continuo richiamo dei pulli in attesa che i genitori tornino con il cibo.

Coppie e fragilità

E mentre il flusso rosa continua a confermare il suo fascino, lasciando turisti e residenti a bocca aperta, i numeri dei nidi risentono della compressione degli spazi. «Non abbiamo ancora dati definitivi – dice Massa – ma possiamo ipotizzare un calo rispetto alle 7.700 coppie dello scorso anno». Gli argini si erodono, sottolinea l’esperta, sia per le piogge sia per il calpestio degli stessi animali: «Chi non trova spazio si sposta altrove». Più dei numeri conta però il destino dei nati. Il vero indicatore è il successo riproduttivo. «Negli anni scorsi la predazione del gabbiano reale è stata molto forte. Quest’anno la situazione sembra migliore. Speriamo che, anche con meno pulcini, la sopravvivenza sia più alta».

I vicini di casa

Tra le migliaia di fenicotteri rosa, il Molentargius ospita anche presenze curiose. «Da anni qui nidifica una coppia di fenicotteri africani. Sono più piccoli, di un rosa più acceso e con il becco marcatamente ricurvo. Li si riconosce subito». Nessun anello, probabilmente esemplari sfuggiti alla cattività, restano un’eccezione stabile: si riproducono, ma i piccoli non sono mai arrivati all’involo. E poi c’è lui, il residente più riconoscibile della salina: il pellicano solitario arrivato nel 2008 con uno stormo di una trentina di individui, poi ripartiti per la migrazione e mai più tornati. Da allora si muove lentamente tra gli specchi d’acqua, come se cercasse ancora un gruppo a cui appartenere, mentre gli altri uccelli tendono a tenerlo a distanza. Quest’anno, però, qualcosa è cambiato: accanto a lui è comparso un secondo pellicano, rossiccio, fuggito da uno zoo portoghese. «Non diventeranno una coppia, ma almeno si fanno compagnia», conclude con una risata Massa. Sullo sfondo, migliaia di trampolieri continuano a colorare la città.

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