Il caso

«Lo scontro non rovini i rapporti con gli Usa» 

Il governo italiano abbassa i toni. Nuovo attacco di Trump: «Deluso dalla Nato» 

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La preoccupazione di ricadute economiche e commerciali, il rischio di dazi sui prodotti agroalimentari. Ci sono anche timori di questo tipo nella scelta del governo di abbassare i toni sullo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni. Una dinamica da contenere nell’alveo delle tensioni personali, senza rompere a livello diplomatico perché non si possono mettere in predicato gli storici rapporti bilaterali. Tanto che, anche per archiviare le tensioni, spiegano dalla Farnesina, Roma e Washington stanno finalizzando i dettagli per la firma del memorandum sui minerali e per l’adesione dell’Italia alla Pax Silica, l’alleanza a guida Usa sui i minerali critici, considerata il primo passo sulla roadmap per rinsaldare le relazioni. Dopo la telefonata di solidarietà di Sergio Mattarella non si registrano contatti sul tema nelle ultime ore tra Colle e Palazzo Chigi, ma il presidente della Repubblica, si apprende, si augura che le polemiche si ridimensionino.

Independence Day

Lo scambio di accuse tra leader «non deve impattare sui rapporti del governo con gli Stati Uniti», ha ribadito la premier in Cdm davanti ai suoi ministri, esortando, quelli che sono invitati, a partecipare alle tradizionali celebrazioni all'ambasciata americana previste il 2 luglio per il Giorno dell'Indipendenza. Anche perché, ha notato, «l’ambasciatore Fertitta è sempre stato estremamente disponibile e professionale nei nostri confronti». L’appuntamento non è nell’agenda di Meloni, che quel giorno dovrebbe essere a Padova per il congresso nazionale della Uil.

Ai piani alti dell’esecutivo in questi giorni si è riflettuto parecchio sulla postura da tenere. Prevalente, secondo quanto filtra, è l'idea che possa essere più opportuno non partecipare al ricevimento a Villa Taverna. Ma ci saranno i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini. E anche il guardasigilli Carlo Nordio.

L’ambasciatore Tillman J. Fertitta si è espresso a sua volta con toni distensivi: «Riconosco che possono esserci momenti di disaccordo tra due leader. Ciò che è importante è che la relazione tra Stati Uniti e Italia continui a essere una vera partnership di cooperazione tra i nostri due Paesi». D’altronde, si nota in ambienti di governo, anche Parigi e Madrid hanno evitato rotture diplomatiche dopo gli attacchi non meno aggressivi di Trump a Emmanuel Macron e Pedro Sanchez. Nessuno si aspettava gli attacchi frontali a Meloni dopo il G7. E ora preoccupano non poco gli effetti.

Nuovo affondo

Nel frattempo, Donald Trump torna a minacciare la Nato di ritirare gli Stati Uniti dall’Alleanza, in un clima di crescente tensione con i partner colpevoli, secondo il presidente americano, di non aver collaborato all'operazione militare di Washington contro l’Iran. L'avvertimento presidente americano non è nuovo ma suona più minaccioso adesso, a due settimane dal vertice in Turchia e alla vigilia di un incontro alla Casa Bianca con il segretario generale Mark Rutte. «Non sono solo deluso dall'Italia, ma anche da tutti i leader della Nato. Non so se ritirarmi dall'Alleanza atlantica», ha tuonato Trump in un’intervista con la corrispondente del Tgcom24 negli Stati Uniti, Maria Luisa Rossi Hawkins.

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