Prevenzione.

Lingua blu, sui vaccini Oristano gioca d’anticipo 

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La provincia di Oristano prova ad anticipare la Blue Tongue prima che il virus torni a colpire nel periodo più critico. È partita la campagna di vaccinazione 2026 contro la febbre catarrale ovina e gli allevatori dovranno presentare la loro adesione entro il 10 maggio. La posta in gioco è alta perchè nel territorio della Asl 5 si contano circa 1.900 allevamenti ovini e un patrimonio di circa 400 mila capi.

Pesa il bilancio dello scorso anno. «Abbiamo avuto quasi 400 focolai diffusi in tutto il nostro territorio, con quasi 5 mila capi morti», ricorda Carlo Pilo, dirigente veterinario della Asl 5. Da qui l’appello ad accelerare perché vaccinare presto significa arrivare all’estate con greggi protetti, prima della fase in cui la malattia tende a manifestarsi con maggiore forza. Il programma, previsto dal decreto regionale n. 9 del 19 marzo 2026, mette a disposizione gratuitamente il vaccino, fornito dalla Regione tramite l’Istituto zooprofilattico sperimentale.

La novità è che le somministrazioni saranno affidate prioritariamente ai veterinari liberi professionisti, autorizzati dalla Asl e scelti dagli allevatori o dalle associazioni di categoria. L’adesione resta volontaria, ma con una conseguenza sostanziale, chi non presenterà la richiesta entro il 10 maggio non potrà accedere a ristori o indennizzi in caso di danni da nuovi focolai.

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