Alghero.

Primi visitatori da Stati Uniti e Cina 

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La leva dei prezzi calmierati ha fatto centro: hotel e case vacanze di Alghero registrano numeri importanti per il lungo ponte di primavera, una settimana piena che si è aperta con la Festa della Liberazione e proseguirà fino al Primo Maggio. Gli alberghi sul mare hanno aperto i battenti per accogliere comitive, congressisti e turisti stranieri. «Un buon inizio di stagione, - conferma Bianca Bradi, presidente del Consorzio turistico Riviera del Corallo - maggio si annuncia altrettanto dinamico, con un calendario che porterà in città congressisti, gruppi legati al turismo sportivo, bikers e motociclisti, appassionati di bici elettriche e raduni di auto d’epoca. A questi si affiancherà una presenza sempre più marcata di visitatori stranieri: oltre ai tradizionali mercati europei, si registrano già arrivi dagli Stati Uniti e, novità significativa, anche dalla Cina».

Animazione in città

Complice un meteo quasi estivo, la città ha iniziato a riempirsi: centro storico animato, negozi che tornano a ingranare grazie ai visitatori internazionali e spiagge già frequentate dai primi bagnanti. Un segnale incoraggiante per gli operatori. Massimo Cadeddu, presidente cittadino di Confcommercio, traccia un bilancio positivo di questo primo scorcio di stagione. «La Pasquetta ha fatto da apripista - osserva - e questo weekend è caratterizzato dalla presenza di tantissimi turisti stranieri grazie al piano voli “Summer” che è finalmente decollato dall’aeroporto di Alghero». Soddisfazione condivisa anche dal fronte della ristorazione. Massimo Maccioccu, titolare dello storico ristorante La Lepanto, evidenzia come la ripresa dei collegamenti low cost abbia prodotto effetti concreti. «Siamo sempre molto lontani dai numeri estivi - precisa frenando gli entusiasmi - ma si tratta comunque di un cambio radicale in positivo».

L’unica ombra resta legata alla congiuntura internazionale. Bianca Bradi del Consorzio turistico Riviera del Corallo non nasconde le preoccupazioni. «Si ha paura di quello che potrebbe succedere. La guerra potrebbe portare a una frenata delle prenotazioni. Le tariffe speciali che tanto incoraggiano i turisti, spesso non vengono finalizzate - fa sapere - perché c’è il timore di non trovare i voli per il caro carburante. È una spada di Damocle per chi, come gli imprenditori turistici, ha già fatto investimenti e assunto il personale con largo anticipo».

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