Cole Tomas Allen, l’attentatore della cena di gala dei corrispondenti della Casa Bianca, è stato accusato formalmente del tentativo di assassinare il presidente Donald Trump.Nel complesso sono i tre i capi d’accusa a suo carico: oltre al tentato assassinio del presidente figurano il trasporto di arma da fuoco e munizioni con l’intento di commettere un reato grave e l’aver esploso colpi d’arma da fuoco nel corso di un crimine violento. Per il primo capo la pena massima è l'ergastolo, per il secondo è previsto un massimo di 10 anni (è relativo al trasporto di arma da fuoco/munizioni nel commercio interstatale, dato che Allen ha viaggiato in treno dalla California fino a Washington con il suo arsenale). Per l’esplosione di colpi d’arma da fuoco durante un crimine violento, infine, la pena minima è di 10 anni di carcere, da scontare in via consecutiva rispetto alle altre pene.
E ieri il procuratore della Contea di Los Angeles Paul Thompson, vicino di casa della famiglia Allen, ha descritto come «brave persone» i genitori del 31enne in un’e-mail inviata alla Cnn. Thompson ha precisato di parlare «in qualità di privato cittadino e non come rappresentante del mio ufficio». Il procuratore ha raccontato di aver conosciuto i genitori di Allen quando si trasferirono nella loro abitazione, tre o quattro anni fa, ma di non aver avuto «praticamente alcuna interazione» con Allen. «Quando lo incontravo evitava quasi sempre il contatto visivo; probabilmente gli avrò detto “ciao” una o due volte».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
