«Un disastro per i nostri incassi». I gestori delle attività che gravitano nelle vicinanze dell’ex mercato di San Benedetto sono preoccupati: sino al 31 dicembre la parte esterna della struttura civica sarà recintata e trasformata in area di manovra dei mezzi che stanno riqualificando l’edificio. Tradotto, circa 120 posteggi in meno. Una mazzata per i residenti e commercianti, già provati dallo spostamento delle vendite nel mercato provvisorio di piazza Nazzari.
Il deserto
Ieri, di buon mattino, gli operai della società che sta effettuando i lavori di trasformazione hanno iniziato a sistemare le reti per la recinzione del cantiere anche in via Tiziano (nel tratto fra via Pacinotti e via Bacaredda) e via Pacinotti (nel tratto fra via Tiziano e via Cocco Ortu) chiudendo così l’anello che circonda il mercato. «Da marzo, quando è iniziata l’opera e i divieti di sosta, i nostri affari sono calati di oltre il 20 per cento». Gianfranco Ghirra è il proprietario di uno storico negozio di calzature tra via Tiziano e via Pacinotti. Il commerciante non ha dubbi. «Il crollo è stato causato dal taglio dei parcheggi e dalla chiusura del mercato. Gli effetti negativi sono tangibili soprattutto durante il fine settimana, prima cagliaritani e turisti prendevano d’assalto i box, ora è un mortorio». Ghirra vede un orizzonte tormentato.«Ancora è niente, chissà come andrà sino al 31 dicembre. Per fortuna abbiamo alle spalle 60 anni attività e possiamo ancora reggere. Altri non ce l’hanno fatta: serrande abbassate e locali che nessuno vuole più affittare nonostante il ridimensionamento dei costi di locazione». Per il negoziante ci sarebbero state soluzioni alternative. «Il Comune avrebbe dovuto trovare una via d’uscita, una su tutte il terreno dell’ex mobilificio».
Federico Mura, sempre in via Tiziano, gestisce un’attività che si occupa di assistenza informatica. «Da quando via Cocco Ortu è stata chiusa abbiamo registrato perdite del 30 per cento». Il problema non riguarda solo i clienti che non riescono a parcheggiare e vanno altrove. «Caricare o scaricare le merci è diventato impossibile, un’unica corsia non consente neanche la sosta in doppia fila». Mura sta prendendo in seria considerazione una soluzione drastica. «Certo, bisogna avere pazienza e non mollare, ma se la situazione dovesse peggiorare non avrei alternative a spostare la mia attività». Stesso film a pochi metri di distanza. «Da oggi le cose andranno sicuramente peggio, ancora è niente», afferma Giacomo Coccodi, della gastronomia “La Schiscedda”, che fa due conti. «Sino a oggi abbiamo registrato una riduzione dei ricavi di un terzo, resistere così sarà dura».
Il cantiere
«In questa fase stiamo lavorando, in stretto coordinamento con Enel, Open Fiber e Ctm, alla risoluzione delle questioni tecniche legate allo spostamento delle cabine elettriche (già realizzate) per le quali Enel deve completare i collegamenti, e alla predisposizione delle strutture necessarie a reggere i cavi della rete filoviaria», spiega l’assessore Yuri Marcialis, assessore alla Mobilità e all’Infrastrutturazione urbana. Il taglio dei parcheggi era necessario? «Stiamo procedendo alla messa in sicurezza delle testate del mercato, che resteranno definitive anche a intervento concluso. Proprio per garantire condizioni di sicurezza e consentire la movimentazione dei materiali e dei mezzi di cantiere, in questa fase si rende necessaria la cantierizzazione di una parte dei parcheggi dell’anello interno in corrispondenza di quelle aree. Una volta conclusa questa fase, che coinvolge soggetti esterni al Comune, saremo in grado di procedere rapidamente con le prime demolizioni dei muri perimetrali, entrando nel vivo dell’intervento di riqualificazione».
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