A Cagliari.

Blackout in sala, salta l’intervento 

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Quindici minuti di blackout, il generatore di emergenza non si attiva. E le sale operatorie vanno in blocco: una paziente sotto anestesia in attesa di un intervento programmato è stata risvegliata e l’operazione è slittata. L’emergenza è scattata ieri mattina intorno alle 10.40 al Brotzu, nel blocco 3. Stando alle poche informazioni che trapelano sulla vicenda, a seguito del distacco della corrente elettrica del sistema generale non è seguita – come sarebbe dovuto accadere – l’attivazione del gruppo di continuità, che avrebbe dovuto garantire la sicurezza di pazienti e operatori. Chi era pronto in sala ha optato per lo stop, per evitare possibili conseguenze cliniche nefaste.

Se sulla vicenda non arrivano dichiarazioni da parte dell’Arnas (azienda che gestisce l’ospedale più importante della Sardegna), è inevitabile la polemica politica innescata in Consiglio regionale: al Brotzu si è registrato «un fatto da terzo mondo che mette a rischio vite umane e certifica il fallimento totale della Giunta Todde», attacca dall’opposizione Alessandro Sorgia (Gruppo Misto), che ha denunciato la situazione con una nota stampa. L’esponente di centrodestra rincara la dose, alzando il tiro sulla sanità e parlando di «decine di comuni che dal 5 gennaio sono rimasti senza medici di base, con migliaia di cittadini privi di assistenza primaria». La presidente della Regione Alessandra Todde, per Sorgia, «ha trasformato la sanità in un campo minato. Non basta passare due anni a scaricare colpe: servono interventi immediati, non slogan». Dopo le critiche, le proposte: sono necessari «il ripristino urgente delle condizioni di sicurezza negli ospedali, con manutenzione dei sistemi critici, un piano straordinario per colmare la carenza di medici e dirigenti sanitari». Sorgia chiede anche una «commissione regionale d’inchiesta indipendente per monitorare ogni episodio di malasanità e investimenti concreti per modernizzare le strutture e garantire continuità operativa». Il Brotzu, sostiene, «deve ridiventare una eccellenza e non può diventare la barzelletta d’Italia. La Giunta Todde è politicamente responsabile di questo disastro e deve risponderne davanti ai sardi».

Sul fronte interno dell’ospedale, dopo il blackout, si muove il sindacalista dell’Usb Gianfranco Angioni, nella sua veste di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza che chiede «una relazione dettagliata sull’accaduto» e quali «correttivi si intende adottare per evitare il ripetersi di episodi simili».

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