L’incontro.

L’appello dell’ex presidente Rojch: Zes e semplificazione 

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Non solo passerelle istituzionali, ma risposte concrete per il futuro industriale della Sardegna centrale. Oggi a Nuoro il presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini, arriva in un territorio che chiede di essere ascoltato: da una parte la grande sfida della Zona economica speciale e le opportunità legate all’Einstein Telescope, dall’altra le imprese che ogni giorno fanno i conti con burocrazia, ritardi e difficoltà operative. Il messaggio degli imprenditori è chiaro: meno annunci e più strumenti per permettere alle aziende di crescere, investire e creare occupazione. Sul tavolo del confronto ci sono due visioni dello sviluppo che devono incontrarsi. Quella strategica, affidata alle grandi infrastrutture e alle scelte istituzionali, e quella quotidiana di chi produce, assume e rischia in prima persona.

L’ex presidente della Regione Angelo Rojch, responsabile dell’associazione Istituto De Luca “Siamo tutti fratelli”, ha rivolto a Orsini un appello affinché Confindustria sostenga una battaglia istituzionale per il riconoscimento di una Zes con condizioni paritarie rispetto alle altre isole del Mediterraneo e dell’Unione europea. Secondo Rojch, l’arrivo dell’Einstein Telescope rappresenta un’occasione irripetibile per trasformare l’area interna della Sardegna in un laboratorio di sviluppo, attraverso un progetto condiviso tra Regione, Stato e Unione europea.

Dal mondo produttivo, però, arriva anche una richiesta precisa: il territorio vuole essere protagonista delle decisioni. Gli imprenditori di Pratosardo chiedono che l’incontro con Confindustria non resti chiuso nelle sale istituzionali, ma diventi un momento reale di ascolto delle aziende.

Il presidente degli operatori di Pratosardo, Giampiero Pittorra, mette al centro le emergenze dell’area industriale: «Servono interventi concreti, dall’acquisizione dell’area da parte del Comune alla soluzione delle incompatibilità tra alcune attività produttive e il resto del comparto». Il riferimento è alla zona industriale di Nuoro che da 18 anni è commissariata e attende la nuova governance. Il no degli operatori è al Cip (Consorzio provinciale), sì al Comune con delocalizzazione dell’impianto di compostaggio. Sul fronte della competitività interviene Salvatore Mereu, imprenditore, che guida la realtà con il maggior fatturato della città: «La parola d’ordine deve essere semplificare». Per Mereu il problema principale resta una burocrazia frammentata, con interpretazioni diverse delle norme da parte dei vari enti: «La legge deve essere una sola. Ogni amministrazione non può applicarla secondo una propria lettura, perché così le imprese perdono tempo, risorse e opportunità di investimento».

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