Emergenza incendi

Caccia agli inneschi dopo il grande rogo «Sfiorata una strage» 

Indagini a tappeto della Forestale: il fuoco alimentato dalle discariche 

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Il giorno dopo l’inferno di fuoco che per quattro ore ha tenuto impegnati cinque elicotteri, un Canadair e decine di uomini, è già il tempo della conta dei danni. Ma anche delle indagini.

Le indagini

Il sospetto che dietro il rogo scoppiato mercoledì tra Selargius e Monserrato – alle porte di Cagliari – ci possa essere la mano dell’uomo è infatti concretamente sul tavolo, anche se al momento non ci sono certezze. Gli uomini del Corpo Forestale e della stazione di Sinnai hanno effettuato ieri un nuovo accurato sopralluogo alla ricerca del punto in cui sono partite le fiamme e di ogni elemento utile a dare una svolta a una indagine difficilissima. Si starebbero facendo collegamenti anche con altri incendi scoppiati nella zona e nelle campagne fra Selargius e Settimo, senza trascurare i controlli sui tralicci. Di certo, almeno al momento, non è stato trovato alcun innesco né sono emerse segnalazioni su possibili sospettati. La Forestale si muove comunque alla ricerca di qualche testimonianza che potrebbe tornare utile nell’economia delle indagini.

La grande paura

L’incendio è partito da un punto preciso nelle campagne di “Santa Rosa”, sul lato destro della statale 387, in direzione Monserrato, pare nei pressi di un vecchio ovile abbandonato. Si è diffuso rapidamente tra le erbacce secche e i cumuli di rifiuti, con le fiamme che hanno raggiunto la statale. Sospinti dal forte maestrale, i tizzoni incandescenti sono volati a diverse decine di metri di distanza, cadendo sul lato opposto dell’asfalto e scatenando ondate di fiamme che si sono avvicinate alle abitazioni, incenerendo qualche casupola utilizzata come riparo di attrezzi agricoli, terrorizzando gli abitanti delle case rurali e bruciando anche ulivi e un vigneto. In poche ore il rogo ha attraversato un centinaio di ettari di terreno, in gran parte sterpaglie, ricoprendo tutto di uno spettrale mare di cenere. Il fuoco ha anche raggiunto alcune bombole abbandonate, causandone lo scoppio e seminando paura. Solo per un miracolo non ci sono stati feriti tra i residenti e tra gli uomini della macchina dei soccorsi che cercavano di arginare l’incendio.

Soccorritori eroici

«Abbiamo avuto tutti paura. In certi momenti le fiamme sembravano incontrollabili. Grande è stata la professionalità di chi, da terra e dall’alto, ha combattuto questo inferno: io sento il dovere di continuare a ringraziare tutti», ha ribadito anche ieri il sindaco di Selargius Gigi Concu. Il riferimento è agli uomini dei Vigili del fuoco, della Forestale e del Gauf di Cagliari. Ma anche ai volontari presenti con uomini e mezzi: il Nos e il Paff di Quartu, il Vab e il Masise di Sinnai, il “Maestrale” di Monserrato, persino gli Alpini di Belluno, di stanza a Sinnai. Tutti si sono schierati a difesa delle abitazioni e delle persone o sono intervenuti per mettere in salvo gli animali. Un impegno totale che ha evitato, quasi miracolosamente, che ci scappasse l’ennesima tragedia.

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